Serena conduce Operaclassica Eco Italiano

Ufficio Stampa 20/02/2020

COLORI E FANTASIA
PER L’ITALIANA IN ALGERI DI STEFANO VIZIOLI
STAGIONE LIRICA 2020
DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
AL TEATRO FILARMONICO

L’Italiana in Algeri, 2018 – ©Imaginarium Creative Studio, Fondazione Teatro Verdi di Pisa
Domenica 23 febbraio alle 15.30, a distanza di 6 anni dall’ultima rappresentazione, torna sul palcoscenico del Teatro Filarmonico L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, secondo titolo operistico della Stagione Artistica 2020 di Fondazione Arena.
L’allestimento della Fondazione Teatro Verdi di Pisa in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha la regia di Stefano Vizioli, le scene e i costumi del pop artist Ugo Nespolo, i movimenti mimici di Pierluigi Vanelli e le luci di Paolo Mazzon. Sul podio torna il direttore veneziano Francesco Ommassini, già più volte alla guida dei complessi artistici areniani nel repertorio sinfonico e operistico.
Repliche:
martedì 25 febbraio ore 19.00;
giovedì 27 febbraio ore 20.00;
domenica 1 marzo ore 15.30.

Rossini compone L’Italiana in Algeri nel 1813 in meno di tre settimane su commissione di Giovanni Gallo, impresario del Teatro San Benedetto di Venezia. Dati i tempi stretti sceglie come libretto quello già esistente scritto da Angelo Anelli per l’opera del napoletano Luigi Mosca e andata in scena alla Scala nel 1808: il testo attinge a quel filone di soggetti turcheschi che si basava su numerose costanti narrative, espressione di un gusto per le turqueries vivo in Europa nei balletti di corte, nelle arti figurative e nella musica già nel Settecento, oltre che probabilmente su un fatto di cronaca del 1805. Rossini chiede quindi qualche revisione del libretto per meglio farlo aderire alla sua idea musicale e al suo concetto di “comicità”: se nei pezzi d’assieme si arriva a momenti di «follia organizzata e completa», come dirà un ammiratore d’eccezione come Stendhal a proposito del grande concertato finale del primo atto, nei pezzi solistici il compositore guarda anche al registro serio e sentimentale per bilanciare il lato comico-farsesco dell’opera e dare maggiore autenticità ai personaggi principali.
La vicenda racconta del Bey Mustafà che, stanco della moglie Elvira, decide di ripudiarla per darla in sposa a Lindoro, il suo schiavo italiano; nel contempo ordina al capitano dei corsari, Haly, di trovargli una donna italiana per il suo harem. Proprio in quel momento fa naufragio nei pressi di Algeri una nave veneziana che reca a bordo la bellissima italiana Isabella, partita alla ricerca dell’amato Lindoro. L’opera si snoda quindi tra le astuzie e le arti seduttive che la donna metterà in atto per sfuggire alle grinfie del Bey e fare ritorno in patria con Lindoro e gli schiavi italiani.
La prima ha luogo il 22 maggio 1813 e viene accolta con grande entusiasmo, tanto che andrà in scena al Teatro San Benedetto di Venezia per oltre un mese per poi riscuotere unanime successo in tutta Italia. Da quel debutto, l’opera non è più uscita dal repertorio ed è oggi uno dei titoli rossiniani più rappresentati al mondo.
L’opera del compositore di Pesaro è stata messa in scena al Filarmonico per la prima volta nel 1816 e successivamente solo nel 1988, nel 1998, e infine nel 2014.
Stefano Vizioli, regista con oltre trent’anni di consolidata carriera, intende semplificare e mettere a nudo quel meccanismo di follia «che fa dell’Italiana in Algeri uno dei capolavori assoluti dell’opera comica (non solo) rossiniana. Tagliare più che aggiungere, arrivare al cuore delle situazioni. Perché nella perfetta struttura architettonica di quest’opera si chiude tutto un capitolo storico e culturale che Rossini riassume prima di avviarsi a nuove forme di partecipazione intellettiva. L’Italiana è il trionfo dell’ambiguità: sul palcoscenico non ci sono più maschere stereotipate, e non ci sono ancora psicologie ben definite. Ma la scena è catalizzata dai personaggi, dai caratteri, dai colori dell’anima. E intorno a loro una grande ariosità per permettere alla musica di “volare”: bastano pochi elementi di scena, che alludano alle diverse situazioni. Allusione e fantasia, dunque: quasi a suggerire allo spettatore il coinvolgimento di una partecipazione attiva che richiede di interpretare lo spettacolo nelle diverse valenze di una sottile ambiguità».
La regia dello spettacolo, ricca di cromie e fantasia, si sposa quindi alla perfezione con il lavoro di Ugo Nespolo, che cura scene e costumi di una produzione dal gusto provocatorio, ma anche dolcemente infantile, impreziosita dalle luci dell’areniano Paolo Mazzon. Ne scaturisce uno spettacolo frizzante e dinamico che, come ha dichiarato lo stesso regista, si propone di «divertire perché la semplicità e l’allegria sono per un regista le cose più difficili da realizzare in palcoscenico, e il controllo del gioco scenico dei numerosi pezzi d’insieme richiede una sorta di “pazzia lucida”: lavorare con il Rossini comico, nelle sue polifonie gestuali e testuali, è come entrare nei meccanismi di un raffinatissimo orologio svizzero, dove infinitesimali particelle servono alla funzionalità del tutto, e se una sola non funziona l’intero meccanismo va a rotoli».
La leggerezza, l’ironia e il divertimento che permeano l’opera rossiniana sono stati certamente il punto di partenza per Ugo Nespolo, artista di fama internazionale che, a proposito di Rossini, racconta: «Mi piace molto per quell’ironia, quel gioco, quel senso di fiaba che caratterizzano i suoi lavori comici, e quindi mi sono molto divertito a disegnare le scene per L’Italiana in Algeri, un’opera pazza, assolutamente svitata, sia linguisticamente che musicalmente». Il suo approccio all’arte è dunque quello dell’eclettismo ispirato alle avanguardie storiche come il futurismo. «Cosa facevano quegli artisti? Cercavano di occupare gli spazi del mondo, cioè di portare l’arte fuori dagli studi, di uscire dall’autoreferenzialità». E la musica non può che rientrare in questo processo creativo: «Al piano superiore del mio atelier abbiamo una sala musica dove ogni giorno c’è gente che suona. La musica è connaturata con il mio lavoro. (…) L’artista per me ha ancora questo compito, se un compito lo deve avere: di far parlare della cultura, di diffonderla, di praticarla e di portarla in giro. Un compito che certo riguarda anche l’opera lirica, con tutti i limiti che ormai ha anche la cultura musicale nella nostro Paese, con le potenzialità dei teatri sempre più ridotte, con il progressivo invecchiamento del pubblico e la difficoltà di avvicinare i giovani. Bisogna adoperarsi per riportare le persone a teatro, per far capire che, oltre a essere un patrimonio nazionale, l’opera è soprattutto patrimonio culturale, che la musica dei grandi compositori è una ricchezza. Forse anche trasformando il modo di fare opera. Ecco, spero che quel poco che facciamo Stefano Vizioli e io, rivivificare l’opera col colore e col movimento, possa essere un piccolo passo in questa direzione».
Torna sul podio del Teatro Filarmonico Francesco Ommassini, frequentatore esperto e attento del repertorio rossiniano, alla guida di un cast eterogeneo di assoluto livello.
Carlo Lepore (23, 25/02 – 1/03) e Alessandro Abis (27/02) daranno voce all’arrogante Mustafà, Daniela Cappiello sarà Elvira, mentre il giovane soprano russo Vasilisa Berzhanskaya (23/02 – 1/03) in alternanza a Chiara Tirotta (25, 27/02) daranno voce ad Isabella. Lo schiavo italiano Lindoro sarà interpretato da Francesco Brito, mentre nel ruolo del compagno Taddeo vedremo Biagio Pizzuti (23/02 – 1/03) e Salvatore Salvaggio (25, 27/02); la serva Zulma sarà Irene Molinari, ed infine il capitano Haly sarà il basso coreano Dongho Kim.
La produzione vede impegnati l’Orchestra, il Coro maschile e i Tecnici dell’Arena di Verona.

Nelle date di martedì 25 febbraio alle 18.00 e giovedì 27 febbraio alle 19.00 si rinnova l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2019-2020: in queste serate gli studenti delle classi elementari, medie e superiori, i loro genitori, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere all’Italiana in Algeri al prezzo speciale di € 6,00 (studenti) e € 12,00 (genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e personale ATA).
L’incontro propone un Preludio, momento introduttivo allo spettacolo alla presenza di alcuni dei protagonisti dell’opera, seguito da un aperitivo nel bar del Teatro.
Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona
tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it

La Stagione Artistica del Teatro Filarmonico rappresenta, da anni, un momento molto atteso e aperto ad un vasto pubblico di appassionati, non solo veronesi. Sostenerla per Banco BPM, partner della stagione per l’undicesimo anno consecutivo, significa dare continuità alle proprie radici solidaristiche, promuovere la cultura in tutte le sue espressioni e al contempo unirsi al fermento di una città, Verona, parte integrante di Banco BPM.

Informazioni
Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona
tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891 – fax (+39) 045 803.1443
ufficio.stampa@arenadiverona.it
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Biglietteria Arena di Verona
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Orari
da lunedì a venerdì 10:15-16:45
sabato 09:15-12:45
Biglietteria Teatro Filarmonico
Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona
Tel. 045 8002880 – Fax 045 8013266
Apertura due ore prima dello spettacolo
biglietteria@arenadiverona.it
www.arena.it

Domenica 23 febbraio – ore 15.30
Martedì 25 febbraio – ore 19.00
Giovedì 27 febbraio – ore 20.00
Domenica 1 marzo – ore 15.30

L’Italiana in Algeri
Dramma giocoso per musica in due atti. Libretto di Angelo Anelli
Musica di Gioachino Rossini
Direttore Francesco Ommassini
Regia Stefano Vizioli
Scene e costumi Ugo Nespolo
Movimenti mimici Pierluigi Vanelli
Lighting design Paolo Mazzon

Personaggi e interpreti

Mustafà Carlo Lepore (23, 25/02 – 1/03)
Alessandro Abis (27/02)
Elvira Daniela Cappiello
Zulma Irene Molinari
Haly Dongho Kim
Lindoro Francisco Brito
Isabella Vasilisa Berzhanskaya (23/02 – 1/03)
Chiara Tirotta (25, 27/02)
Taddeo Biagio Pizzuti (23/02 – 1/03)
Salvatore Salvaggio (25, 27/02)

ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Vito Lombardi
Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

Allestimento in coproduzione tra la Fondazione Teatro di Pisa e la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

UNO SPETTACOLO DI COLORE E FANTASIA
di Stefano Vizioli

Smussare, levigare, semplificare, ovvero, mettere a nudo il meccanismo di quella stendhaliana “follia organizzata e completa” che fa dell’Italiana in Algeri uno dei capolavori assoluti dell’opera comica (non solo) rossiniana. Tagliare più che aggiungere, arrivare al cuore delle situazioni. Perché nella perfetta struttura architettonica di quest’opera si chiude tutto un capitolo storico e culturale che Rossini riassume prima di avviarsi a nuove forme di partecipazione intellettiva. L’Italiana è il trionfo dell’ambiguità: sul palcoscenico non ci sono più maschere stereotipate, e non ci sono ancora psicologie ben definite. Ma la scena è catalizzata dai personaggi, dai caratteri, dai colori dell’anima. E intorno a loro una grande ariosità per permettere alla musica di “volare”: bastano pochi elementi di scena, che alludano alle diverse situazioni. Allusione e fantasia, dunque: quasi a suggerire allo spettatore il coinvolgimento di una partecipazione attiva che richiede di interpretare lo spettacolo nelle diverse valenze di una sottile ambiguità.
Uno spettacolo di colore e fantasia per una partitura tutta scritta “in maggiore” e che trova nel segno dell’amico Ugo Nespolo una perfetta adesione. Con Ugo ci unisce un’amicizia pluriventennale ed insieme abbiamo firmato già tre allestimenti in giro per il mondo: la partitura di Italiana si attaglia perfettamente al segno colorato, provocatorio ma anche dolcemente infantile del pop artist piemontese. Speriamo di divertire perché la semplicità e l’allegria sono per un regista le cose più difficili da realizzare in palco- scenico, e il controllo del gioco scenico dei numerosi pezzi d’insieme richiede una sorta di “pazzia lucida”: lavorare con il Rossini comico, nelle sue polifonie gestuali e testuali, è come entrare nei meccanismi di un raffinatissimo orologio svizzero, dove infinitesimali particelle servono alla funzionalità del tutto, e se una sola non funziona l’intero meccanismo va a rotoli.

VASILISA BERZHANSKAYA

Mezzosoprano

Vasilisa Berzhanskaya è membro del Youth Opera Program al Teatro Bol’šoj di Mosca dal 2015 al 2017; nel 2017 è solista alla Deutsche Oper di Berlino.

Nel 2016 prende parte all’Accademia Rossiniana di Pesaro e nel 2017 allo Young Artists Program del Festival di Salisburgo.

Nella stagione 2017-2018 canta il ruolo di Angelina ne La Cenerentola di Rossini al Teatro di Basilea; debutta come Rosina ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini alla Deutsche Oper di Berlino, ruolo che interpreta anche al Mikhailovsy Theater di San Pietroburgo; debutta come Siebel in Faust di Gounod ed interpreta la Marchesa Melibea ne Il Viaggio a Reims di Rossini, nella nuova produzione alla Deutsche Oper di Berlino.

Nella stagione 2018-2019 debutta come Fenena in Nabucco di Verdi e come Olga in Evgenij Onegin di Čajkovskij alla Deutsche Oper di Berlino; interpreta Vagaus in Juditha Triumphans di Vivaldi alla Dutch National Opera di Amsterdam e Aristea ne L’Olimpiade di Vivaldi a Basilea e al Concertgebouw di Amsterdam.

Nel 2019 interpreta il ruolo di Angelina ne La Cenerentola di Rossini al Teatro dell’Opera di Roma, è Diana in Orphée aux enfers di Offenbach al Festival dell’Opera di Salisburgo e Rosina ne Il Barbiere di Siviglia alla Deutsche Oper di Berlino.

Collabora con numerosi direttori quali Andrea Marcon, Donald Runnicles, Mariss Jansons, Giacomo Sagripanti, Giampaolo Bisanti, Dmitri Jurowski, Vladimir Jurowski, Alexander Vedernikov, Vladimir Fedoseyev, Enrique Mazzola, Stefano Montanari e molti altri.

Debutta al Teatro Filarmonico di Verona per la Stagione Lirica 2020 nel ruolo di Isabella ne L’Italiana in Algeri di Rossini.

FRANCISCO BRITO

Tenore

Nato a Salta in Argentina nel 1985, Francisco Brito inizia gli studi musicali all’età di 11 anni con Guillermo Romero Ismael.

Nel 2004, trasferitosi in Italia, approfondisce il repertorio rossiniano con William Matteuzzi all’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, e successivamente si perfeziona presso la Scuola dell’Opera Italiana del Teatro Comunale di Bologna.

Il suo debutto risale al 2006, nella cornice del Rossini Opera Festival di Pesaro all’interno dell’Accademia Rossiniana diretto dal Maestro Alberto Zedda: a partire da questo momento il repertorio rossiniano diviene terreno fecondo per la sua crescita.

Gli anni successivi segnano il debutto di molti ruoli rossiniani, tra cui Lindoro ne L’Italiana in Algeri al Teatro Comunale di Piacenza e di Modena; Belfiore ne Il Viaggio a Reims al Teatro Argentino di La Plata; Eacide in Zelmira e Bruschino figlio ne Il Signor Bruschino al Rossini Opera Festival.

Parallelamente inizia una collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna, dove interpreta le operette di Jaques Offenbach Monsieur Choufleuri restera chez lui e Pomme d’api nei ruoli di Babylas e Gustave, opere con le quali andrà in tournee nei teatri Pergolesi di Jesi, Rossini di Lugo e al Festival della Valle d’Itria.

Tra i suoi impegni recenti: L’Italiana in Algeri a Treviso, Mosca e al Teatro Escorial di Madrid, Ariodante di Händel a Dublino, La Donna del lago di Rossini a Pesaro, La Nina pazza per amore di Paisiello a Savona, Otello di Rossini a Napoli, La Gazza ladra di Rossini al Petruzzelli di Bari, I Puritani di Bellini a Stoccarda, Così fan tutte di Mozart a Dubai con il San Carlo di Napoli, Don Pasquale di Donizetti a Mosca, Il Barbiere di Siviglia di Rossini e Il Signor Bruschino alla Fenice di Venezia, La Juive di Halévy a Costanza, Il Viaggio a Reims a Muscat, La Scala di seta di Rossini a Venezia, Pietro il Grande di Donizetti al Festival Donizetti di Bergamo, Le Comte Ory di Rossini a Tolone.

Debutta al Teatro Filarmonico di Verona per la Stagione Lirica 2020 interpretando Lindoro ne L’Italiana in Algeri.

CHIARA TIROTTA
Mezzosoprano

Chiara Tirotta si laurea in canto al Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria studiando con il padre, Gaetano Tirotta. Nel 2014 vince il primo premio al concorso “Comunità Europea del Teatro Lirico Sperimentale A. Belli” di Spoleto e, al Festival dei due Mondi, debutta in Gianni Schicchi di Puccini nel ruolo di Zita e in Alfred, Alfred di Donatoni nel ruolo di Eleonor, sotto la direzione di Marco Angius.
È solista nell’Alleluja di Jommelli con il Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Vincitrice del concorso per l’Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala di Milano, nelle stagioni scaligere debutta come Angelina ne La Cenerentola di Rossini, Laldomine ne La Cena delle beffe di Giordano, Un pâtre ne L’Enfant et les sortilèges di Ravel e Annina ne La Traviata di Verdi. È Dorabella in Così fan tutte di Mozart al Teatro Carlo Felice di Genova, nel suo debutto al Nuovo Teatro d’Opera di Dubai e al Teatro Verdi di Trieste; mezzosoprano solista nella Petite messe solennelle di Rossini ad Alba Regia, Angelina ne La Cenerentola al Teatro Cilea di Reggio Calabria, dove interpreta anche Dorabella in Così Fan Tutte di Mozart, Suzuki in Madama Butterfly di Puccini al Teatro di San Carlo di Napoli, Melibea ne Il Viaggio a Reims di Rossini al Rossini Opera Festival di Pesaro.

Debutta al Teatro Filarmonico di Verona nel 2016 interpretando Tisbe ne La Cenerentola.
Torna per la Stagione Lirica 2020 nel ruolo di Isabella ne L’Italiana in Algeri di Rossini.

STEFANO VIZIOLI
Regista

Stefano Vizioli è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli ed è accademico della prestigiosa Accademia Filarmonica Romana.
Regista di fama internazionale, lavora con direttori d’orchestra quali Muti, Abbado, Bartoletti, Curtis, Gatti e realizza regie in tutto il mondo, dalla Scala al Lyric di Chicago, dalla Fenice di Venezia al NCPA di Pechino. Crea progetti trasversali nel nome di una “cultural diplomacy” quali OperaBhutan ovvero Acis and Galatea di Händel nel cuore dell’Himalaya, e Japan Orfeo, una rivisitazione del capolavoro di Monteverdi integrato al teatro Noh e alla danza Nihon Buyo. Molte produzioni sono riprodotte in DVD, tra queste ricordiamo Don Pasquale di Donizetti alla Scala di Milano diretto da Muti, Il Trovatore di Verdi per l’ ORW di Liegi diretto da Arrivabeni e Rigoletto per il Festival Verdi di Parma con Leo Nucci. Nell’ambito del sociale rappresenta Amahl e gli ospiti notturni di Menotti al carcere minorile Pagliarelli di Palermo.
Molte produzioni sono legate alla riscoperta in tempi moderni di capolavori dimenticati del barocco, quali Veremonda di Cavalli rappresentata nel 2015 allo Spoleto Festival Usa, Motezuma di Vivaldi diretto da Curtis e I Due Figaro di Carafa al Rossini Festival di Bad Wilbad riprodotti entrambi in DVD, o prime esecuzioni in Italia quali Notte di Maggio di Rimskij-Korsakov al Comunale di Bologna.
Molto vasta è l’attività didattica in Italia e all’estero, con l’Indiana University, la Cincinnati University, la El Paso Utep University, l’Università di Pisa e la Fondazione Cini di Venezia. Ampia è la collaborazione con artisti contemporanei quali Ugo Nespolo, Gianni Dessì, Renato Guttuso e Luigi Veronesi.
Nel 2016 viene nominato Direttore Artistico del Teatro Verdi di Pisa.

Debutta al Teatro Filarmonico di Verona con la regia de L’Italiana in Algeri di Rossini per la Stagione Lirica 2020.

FRANCESCO OMMASSINI
Direttore d’orchestra

Nato a Venezia, Francesco Ommassini compie gli studi musicali di violino e composizione nella sua città, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode.
Dal 1996 ricopre il ruolo di primo violino dei secondi presso l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona: l’essere parte di uno dei più̀ importanti teatri lirici al mondo, il contatto e la collaborazione con i maggiori direttori del nostro tempo lo incoraggiano ad affrontare lo studio della direzione d’orchestra e si diploma con Donato Renzetti all’Accademia Musicale Pescarese.
Dal suo debutto nel 2012 al teatro di Ferrara con la direzione di Rigoletto di Verdi si esibisce sia in campo lirico che sinfonico nei più importanti teatri e festival (Teatro San Carlo di Napoli, Fenice di Venezia, Filarmonico di Verona, Lirico di Cagliari, Bellini di Catania, Abbado di Ferrara, Comunale di Treviso, Alighieri di Ravenna, Teatro di Bergamo, Brescia, Como, Pavia, Cremona).
Tra i recenti impegni si segnalano: la presenza nel prestigioso cartellone del Settembre dell’Accademia a Verona; la prima esecuzione in tempi moderni dell’opera Zenobia in Palmira di Paisiello a Napoli, nell’ambito delle celebrazioni per i 200 anni dalla morte del compositore (produzione incisa su cd); La Pietra del paragone di Rossini al Teatro Lirico di Cagliari nel fortunato spettacolo di Barberio Corsetti; L’Elisir d’amore di Donizetti per la Rete Lirica delle Marche; una nuova produzione de La Traviata di Verdi nei teatri di Ferrara, Treviso e Rovigo ed una serie di concerti sinfonici al Teatro Olimpico di Vicenza ed al Bellini di Catania.

Al Teatro Filarmonico dirige alcuni concerti sinfonici nel 2011 e nel 2015; torna sul podio per La Sonnambula di Bellini nel 2016 e per Il Viaggio a Reims di Rossini nel 2017.
Dirige il terzo concerto in programma per la Stagione Sinfonica 2019.
Sempre nel 2019 prende parte alla rassegna autunnale Viaggio in Italia dirigendo Madama Butterfly di Puccini e il Concerto di Capodanno.
In occasione della Stagione Lirica 2020 dirige L’Italiana in Algeri di Rossini.

UGO NESPOLO
Scenografo e costumista

Nato a Mosso, Ugo Nespolo si laurea in Lettere Moderne all’Università di Torino e si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti della stessa città.
Nei tardi Anni Sessanta è membro della Galleria Schwarz di Milano che conta tra i suoi artisti Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman.
La sua prima mostra milanese presentata da Pierre Restany dal titolo Macchine e Oggetti Condizionali rappresenta, in qualche modo, il clima e le innovazioni del movimento artistico che Germano Celant chiamerà Arte Povera.
Nel 1967 è pioniere del Cinema Sperimentale Italiano a seguito dell’incontro con Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Andy Warhol, Yōko Ono, sulla scia del New American Cinema. A Parigi Man Ray gli dona un testo per un film che Nespolo realizzerà col titolo Revolving Doors.
Baj, Fontana, Pistoletto, Boetti e Merz sono fra gli interpreti dei suoi film proiettati e discussi in importanti musei tra i quali il Centre Pompidou a Parigi, la Tate Modern a Londra, la Biennale di Venezia.
Considerato come una delle maggiori autorità in materia, fonda con Baj L’Istituto Patafisico Ticinese.
Nei tardi Anni Sessanta con Ben Vautier dà il via ad una serie di Concerti Fluxus, tra questi il primo concerto italiano dal titolo Les Mots et les Choses.
Sicuro che la figura dell’artista non possa non essere quella di un intellettuale, studia e scrive con assiduità dei fatti e delle discipline legate all’estetica e al sistema dell’arte.
Il 29 gennaio 2019 l’Università di Torino gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Filosofia.
Espone con grande frequenza in gallerie e musei in Italia e nel mondo.

Per la Stagione Lirica 2020 al Teatro Filarmonico di Verona cura le scene e i costumi de L’Italiana in Algeri di Rossini.

DONGHO KIM
Basso

Il basso coreano Dongho Kim si forma presso l’Università Statale delle Arti in Corea, per poi trasferirsi a Berlino, dove frequenta la Hochschule für Musik “Hanns Eisler”.
Successivamente si trasferisce a Milano, dove diventa allievo dell’Accademia del Teatro alla Scala nel biennio 2016-2018, perfezionandosi con Renato Bruson, Luciana Serra, Luciana D’intino, Vincenzo Scalera. Vince numerosi premi e riconoscimenti in diverse competizioni liriche internazionali, tra le quali: “Gigli Franci” nel 2019 (1° premio), “Magda Olivero” nel 2018 (1° premio); e ancora, “Piero Cappuccilli” nel 2016 (2° premio), “Riccardo Zandonai” nel 2017 (1° premio) e, nel 2018, concorso ad Arles (1° premio), “Spiros Argiris” (3° premio), “Ningbo International Voice Competition” in Cina (2° premio).
Dopo gli impegni degli esordi in Corea e Germania, debutta al Teatro alla Scala di Milano in Don Carlo di Verdi (Deputato fiammingo), per poi esibirsi come Osmin ne Il Ratto dal serraglio di Mozart e Basilio ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini (produzioni ridotte per bambini).
Attivo anche in ambito concertistico, interpreta Les Sept Paroles du Christ di Dubois, la Messa dell’Incoronazione di Mozart, la Missa solemmis di Gounod, il Requiem di Fauré, la Petite Messe Solennelle di Rossini e, più recentemente, la Messa di Gloria di Puccini con Christoph Eschenbach a Roma, l’Oratorio di Natale di Bach diretto da Fabio Luisi e di nuovo la Petite Messe Solennelle diretta da Bruno Casoni a Milano. Interpreta il Conte Rodrigo ne Lo Schiavo di Gomes, prima italiana per l’apertura di stagione al Teatro Lirico di Cagliari; Angelotti in Tosca di Puccini a Las Palmas de Gran Canaria, Mangiafuoco in Pinocchio di Arcà al Teatro Petruzzelli di Bari; canta in Aida al Festival Verdi di Busseto e nella Missa in tempore belli di Haydn a Cagliari.

Debutta al Teatro Filarmonico di Verona per la Stagione Lirica 2020 nel ruolo di Haly ne L’Italiana in Algeri di Rossini.

Biagio Pizzuti
Baritono

Nato a Salerno, Biagio Pizzuti inizia gli studi musicali di pianoforte all’età di 8 anni e si diploma in pianoforte e canto lirico col massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, mentre contemporaneamente si laurea in Farmacia.
Si perfeziona con Rolando Panerai, Renato Bruson ed Alessandro Corbelli e frequenta l’Opera Studio dell’Accademia Santa Cecilia di Roma, sotto la guida di Renata Scotto.
Debutta al Carlo felice di Genova con Gianni Schicchi e La Bohème di Puccini nei ruoli di Marcello e Schaunard e interpreta Gregorio nella produzione di Roméo et Juliette di Gounod diretta da Fabio Luisi e registrata in CD.
Vince la 64a edizione del concorso As.Li.Co., aggiudicandosi il debutto nel ruolo di Dulcamara ne L’Elisir d’Amore di Donizetti nei teatri del circuito e l’anno successivo vince il Concorso internazionale «Comunità Europea» di Spoleto per il ruolo di Gianni Schicchi.
Canta Don Giovanni di Mozart in Canada come Leporello e partecipa a Cléopâtre di Massenet al Festival di Pentecoste di Salisburgo; è Sharpless in Madama Butterfly di Puccini a Spoleto, Betto in Gianni Schicchi a Vienna e al Teatro Comunale di Firenze, Leporello a Maribor, Don Giovanni a Ferrara, Bartolo ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini, Masetto in Don Giovanni al Teatro Massimo di Palermo, Fabrizio e Pacuvio ne La Pietra del paragone di Rossini al Théâtre du Châtelet di Parigi. Interpreta la Nona Sinfonia di Beethoven al Bellini di Catania.
Fra gli impegni recenti e futuri Guglielmo in Così fan tutte di Mozart a Liverpool, Don Prudenzio nella nuova produzione de Il Viaggio a Reims di Rossini ad Amsterdam con la regia di Damiano Michieletto, Schaunard al San Carlo di Napoli, Taddeo ne L’Italiana in Algeri di Rossini all’Opera di Firenze, Belcore ne L’Elisir d’amore di Donizetti al Maggio Musicale Fiorentino, Macrobio ne La Pietra del paragone al Lirico di Cagliari e Leporello a Basilea, Lucia di Lammermoor di Donizetti a Treviso e Ferrara, Agrippina di Händel a Lussemburgo, Malatesta in Don Pasquale di Donizetti e Belcore ne L’Elisir d’amore al Teatro Massimo di Palermo, Dandini ne La Cenerentola di Rossini a Bassano del Grappa.

All’Arena di Verona è chiamato per l’inaugurazione del Festival lirico 2018 in Carmen di Bizet nel ruolo di Morales e per concerto lirico Verdi Opera Night.
Al Teatro Filarmonico di Verona debutta nella Stagione Sinfonica 2016 con il Requiem di Fauré e ritorna nel 2018 nel ruolo di Schaunard per La Bohème.
Per la Stagione Lirica 2020 interpreta Taddeo ne L’Italiana in Algeri.

IRENE MOLINARI
Mezzosoprano

Laureata con lode presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Irene Molinari si perfeziona sotto la guida del mezzosoprano Bruna Baglioni.
Interpreta con successo i ruoli di Carmen (Carmen di Bizet), Fenena (Nabucco di Verdi), Suzuki (Madama Butterfly di Puccini), Marchesa Melibea (Il Viaggio a Reims di Rossini), Angelina (La Cenerentola di Rossini), Clarice (La Pietra del paragone di Rossini), Maddalena (Rigoletto di Verdi), Meg Page (Falstaff di Verdi), Dorabella (Così fan tutte di Mozart), Fidalma (Il Matrimonio segreto di Cimarosa), Lola (Cavalleria rusticana di Mascagni), Messa da Requiem di Verdi, Requiem KV626 e Missa in C minor KV 427 di Mozart, Petite Messe Solennelle e Stabat Mater di Rossini, Stabat Mater di Pergolesi, Sinfonia in re minore op.125 di Beethoven.
Si esibisce presso prestigiosi Enti quali: Fondazione Arena di Verona, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Lirico di Cagliari, Arcimboldi di Milano, Circuito OperaLombardia, Coccia di Novara, Verdi di Pisa, Giglio di Lucca, Goldoni di Livorno, Shanghai Symphony Hall (Cina), Seoul Arts Center e Busan Bexco Auditorium (Corea del Sud), Macau International Music Festival (Macau), Opera Nationala Romana Iasi (Romania).
Collabora con i direttori d’orchestra Gianluigi Gelmetti, Lü Jia, Federico Maria Sardelli, Xu Zhong, Francesco Ommassini, Matteo Beltrami, Paolo Olmi, Andrea Molino, Michele Spotti, Stefano Romani, Carlo Goldstein, e i registi Giorgio Barberio Corsetti, Michal Znaniecki, Jacopo Spirei, Andrea De Rosa, Massimo Gasparon Pizzi, Alberto Triola, Dieter Kaegi, Sergio Rubini, Nicola Berloffa.

Debutta al Teatro Filarmonico di Verona nel 2019 nel ruolo di Fidalma ne Il Matrimonio segreto.
Torna per la Stagione Lirica 2020 per interpretare Zulma ne L’Italiana in Algeri di Rossini.

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