Serena conduce operaclassica eco italiano.

COMUNICATO STAMPA

 

L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino torna a suonare a Grosseto con il maestro Manfred Honeck sul podio: venerdì 3 settembre 2021 ore 21 alla Cava di Roselle con un programma di composizioni di Mozart e Beethoven. La trasferta toscana si pone all’avvio di una serie di importanti appuntamenti che coinvolgono il teatro, l’Orchestra e il Coro per tutto il mese di settembre.

 

Firenze 1 settembre 2021 – L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, dopo l’ultima volta del febbraio 2019 con il maestro Alvise Maria Casellati, torna a suonare a Grosseto con il maestro Manfred Honeck sul podio: venerdì 3 settembre 2021 alle ore 21 alla Cava di Roselle.

La trasferta toscana si pone all’avvio di una serie di importanti appuntamenti che coinvolgono il teatro, l’Orchestra e il Coro per tutto il mese di settembre. 3 titoli d’opere, tutti nuovi allestimenti tra cui il prossimo debutto di La traviata con la direzione di Zubin Mehta e la regia di Davide Livermore  e 5 concerti sinfonici con Zubin Mehta, Riccardo Muti e Daniele Gatti sul podio .

 

Sui leggii dell’Orchestra del Maggio, per il concerto a Grosseto, due composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart, l’Ouverture dall’opera La Clemenza di Tito e la Serenata notturna in re maggiore K. 239, e di Ludwig van Beethoven la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92.

 

Il concerto del Maggio Musicale Fiorentino a Grosseto è un’iniziativa promossa da Fondazione Grosseto Cultura in co-organizzazione con il Comune di Grosseto; con il contributo di Banca Tema, Generali Assicurazioni, Infinito Viaggi, Nuova Solmine, Terme Marine Leopoldo II; con il sostegno di Aurelia Antica Shopping Center, Bricolarge, Conad, Olma, Sistema; in collaborazione con Uscita di sicurezza e Cava di Roselle; main sponsor Fondazione Bertarelli.

 

I biglietti sono in vendita solo su www.ticketgate.it (per procedere con l’operazione d’acquisto è necessario prima registrarsi sul sito).

 

Il programma: Nell’estate del 1791 viene commissionata a Mozart un’opera celebrativa per l’incoronazione di Leopoldo II d’Asburgo a re di Boemia: La clemenza di Tito. Nonostante il dramma metastasiano fosse già stato musicato più volte, grazie alla musica di Mozart e alla revisione del libretto del poeta Carlo Mazzolà conobbe nuova vita facendo emergere sempre di più il protagonista Tito nella sua statura di sovrano saggio, capace di comprendere e perdonare le debolezze altrui. Come si addice a un’opera celebrativa, l’Ouverture de La clemenza di Tito si apre con un gesto orchestrale solenne, un disegno ascendente in ritmo puntato dell’accordo di tonica dal carattere regale che ricompare anche prima della coda. Come seconda composizione in locandina, la Serenata notturna in re maggiore K. 239 di Mozart: il brano rientra tra le sue produzioni strumentali nate per celebrare particolari ricorrenze o per allietare le serate delle famiglie aristocratiche che le commissionavano. Composta a Salisburgo nel 1776, la Serenata notturna in re maggiore K. 239 è caratterizzata da una melodia sempre piacevole e accattivante per il numero esiguo di movimenti rispetto alla prassi (solo tre) e per la suddivisione degli archi in due gruppi distinti come nel concerto grosso barocco: un primo gruppo costituito da quattro archi solisti (due violini, viola e contrabbasso) e un secondo composto da archi e due timpani.

In conclusione, la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92, nata tra il 1811 e il 1812, che debuttò a Vienna l’8 dicembre del 1813 diretta dallo stesso autore in una serata musicale a beneficio dei soldati austriaci reduci dalla battaglia di Hanau. Il compositore Wagner, a cui va il merito di averne intuito da subito la vera essenza, la definì «l’apoteosi della danza» intesa come sublimazione dell’elemento ritmico. La parola d’ordine nella Settima è infatti ‘ritmo’, che dal primo all’ultimo movimento regola e sostanzia un discorso drammatico in continuo divenire. L’introduzione si apre in tempo lento dove già sono presenti gli elementi ritmici che gli serviranno a dar vita ai temi del primo movimento. Il successivo Allegretto, al posto del tradizionale tempo lento, è tutto costruito sulla pulsazione metrica di un dattilo seguito da spondeo, che senza sosta passa dal tema principale al sottofondo orchestrale. Per il terzo movimento Beethoven si avvale di ripetizioni ritmiche vitali e scattanti per poi siglare il finale della sinfonia – l’Allegro con brio – con un vero e proprio vortice festoso di suoni danzanti.

Lo stesso giorno della trasferta grossetana, al Teatro del Maggio, venerdì 3 settembre alle ore 20, andrà in scena l’ultima recita dell’opera Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, diretta da Ádám Fischer con la regia di Sven-Eric Bechtolf. Pochi giorni dopo invece, il 10 settembre 2021 ore 20, verrà eseguito il primo concerto del “Ciclo Beethoven” diretto da Zubin Mehta (in programma la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55, Eroica e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67) e poi, a partire dal 17 settembre, è in cartellone il nuovo allestimento dell’opera La traviata di Giuseppe Verdi che il maestro Mehta dirigerà con la regia di Davide Livermore  (repliche il 22, 24, 28 settembre, 2 e 5 ottobre) con il debutto di Nadine Sierra nel ruolo di Violetta e con Francesco Meli come Alfredo e le alternanze, in quello di Germont, di Leo Nucci e Plàcido Domingo. L’altro titolo operistico atteso in settembre è Linda di Chamounix, di Gaetano Donizetti, con la direzione di Michele Gamba e la regia di Cesare Lievi. Recite il 21, 23, 30 settembre e 3 ottobre 2021.

 

Il mese di settembre vede in stagione inoltre il concerto diretto da Daniele Gatti con l’Orchestra Mozart il 12 settembre e, in occasione dei 700 anni dalla nascita di Dante Alighieri, il concerto diretto il 13 settembre da Riccardo Muti con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro del Maggio. Il secondo concerto del “Ciclo Beethoven”, sempre con la direzione di Zubin Mehta è in calendario il 25 settembre con l’esecuzione delle sinfonie n. 1 in do magg. op. 21, n. 2 in re maggiore op. 36 e n. 4 in si bemolle maggiore op. 60. Alla fine del mese di settembre, mercoledì 29, il maestro Mehta dirigerà anche il terzo concerto del “Ciclo Beethoven” con in programma la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 con l’aggiunta dell’Adagio della Sinfonia n. 10 di Gustav Mahler e la Prima sinfonia di Franz Schubert.

MANFRED HONECK

 

Nell’ultimo quarto di secolo, Manfred Honeck si è affermato come uno dei più importati direttori in­ternazionali, celebrato per le sue apprezzate interpretazioni e per le trascrizioni di un vasto repertorio di musiche. Nato in Austria, ha compiu­to i suoi studi all’Accademia di Musica di Vienna e i lunghi anni di esperien­ze come membro dei Wiener Philhar­moniker hanno lasciato un’impronta indelebile nel suo modo di dirigere. Iniziata la carriera come assistente di Claudio Abbado, fu in seguito chia­mato all’Opera di Zurigo, dove vinse il prestigioso European Conductor’s Award. Direttore musicale, per più di dieci anni, della Pittsburgh Sym­phony Orchestra, ha stabilito con i suoi musicisti uno stretto rapporto, che ha ottenuto unanimi riconosci­menti in patria, all’estero e per le incisioni discografiche, come testi­monia il Grammy Award 2018 per la Best Orchestral Performance. Insie­me, Manfred Honeck e la Pittsburgh Symphony Orchestra si sono distinti come ambasciatori culturali della città, divenendo una delle orche­stre americane che ha effettuato più tournées. Oltre ad essersi esibita alla Carnegie Hall e al Lincoln Center di New York, la Pittsburgh Symphony è ospite frequentemente nelle più importanti capitali europee della musica e nei maggiori festival, fra cui Beethovenfest Bonn, BBC Proms di Londra, Musikfest Berlin, Lucerna, Rheingau, Grafenegg e Salisburgo, oltre a mantenere uno stretto rap­porto con il Musikverein di Vienna. Fra i vari incarichi ricoperti da Man­fred Honeck, ricordiamo che è stato uno dei tre Direttori principali della MDR-Sinfonieorchester di Lipsia, Principale Direttore ospite della Oslo Philharmonic Orchestra, Direttore musicale della Swedish Radio Sym­phony Orchestra di Stoccolma e, per molti anni, Principale Direttore ospi­te della Filarmonica Ceca. Dal 2007 al 2011, Manfred Honeck è stato, inol­tre, Direttore musicale della Staatso­per Stuttgart. In ambito operistico si è esibito alla Semperoper Dresden, all’Opera Reale di Copenhagen e al Festival di Salisburgo, mentre in cam­po sinfonico ha diretto alcune tra le più prestigiose orchestre internazio­nali quali: Berliner Philharmoniker, Orchestra Sinfonica della Radio Ba­varese, Gewandhausorchester Leip­zig, Staatskapelle Dresden, London Symphony Orchestra, Orchestre de Paris, Accademia di Santa Cecilia di Roma e Wiener Philharmoniker in Europa e le più importanti orchestre americane, tra cui quelle di New York, Boston, Chicago, Cleveland, Los An­geles, Philadelphia e San Francisco. Manfred Honeck ha ricevuto lauree honoris causa da numerose universi­tà del Nord America e il titolo onori­fico di Professore dal Presidente della repubblica austriaca, mentre una giu­ria internazionale di critici gli ha con­ferito l’International Classical Music Award “Artist of the Year” 2018.

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