Cinema traomaggi e resistenza: il racconto di un’estate tra lutti e rinascite

Carlo Di Stanislao

«Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.»
— Federico Fellini

Il mondo del cinema è stato sconvolto da una notizia improvvisa: la morte dell’attore sudcoreano Kim Hye-soo all’età di 55 anni. Considerato una delle figure più carismatiche del cinema asiatico contemporaneo, Kim ha lasciato un segno profondo grazie a interpretazioni potenti, capaci di esplorare la complessità dell’animo umano. L’attore, atteso tra gli ospiti del Locarno Film Festival 2025, è scomparso per cause naturali. La sua presenza era prevista in occasione di una retrospettiva dedicata al cinema coreano e per una masterclass che avrebbe dovuto tenersi l’8 agosto.

La direzione del festival, che si tiene dal 6 al 16 agosto, ha annunciato un omaggio speciale con la proiezione straordinaria del suo film più emblematico, Memories of Tomorrow, nella cornice emozionante di Piazza Grande. Un momento che promette di essere uno dei più toccanti dell’intera manifestazione.

Ma l’edizione 78 del Locarno Film Festival si conferma anche un palcoscenico vibrante di voci nuove e affermate, con una selezione di diciotto film in Concorso Internazionale provenienti da tutto il mondo. Tra questi, opere di registi come Maureen Fazendeiro, Radu Jude, Alexandre Koberidze, Rosanne Pel e Valentina Bertani.

Proprio quest’ultima rappresenta uno dei quattro titoli italiani selezionati quest’anno. La sua opera, “Il tempo della lumaca”, segna un ritorno alla narrazione intima, radicata nel paesaggio familiare dell’entroterra toscano. In concorso anche il documentario “Notturno delle voci perse” di Giulia Camarda, un’opera lirica e sperimentale che esplora il fenomeno dello spopolamento nei borghi del Sud Italia. Nella sezione Cineasti del Presente, dedicata alle opere prime e seconde, spiccano “Corpi minori” di Luca Ferri, racconto di formazione queer ambientato in provincia, e “Prima che sia buio” di Andrea Caccia, viaggio esistenziale tra il Ticino e la Lombardia.

Storie che affrontano i dilemmi del nostro tempo: dal cambiamento climatico all’identità culturale, dalla solitudine urbana alla ricerca del senso.

La giuria internazionale, presieduta dal regista cambogiano Rithy Panh, è composta da figure di primo piano del panorama cinematografico mondiale, tra cui la produttrice americana Joslyn Barnes, l’attore Carlos Reygadas, l’attrice Renée Soutendijk e la svizzera Ursina Lardi. Saranno loro ad assegnare il prestigioso Pardo d’Oro, oltre ai premi per la miglior regia, interpretazione e contributo artistico.

Nel frattempo, a più di mille chilometri da Locarno, un’altra grande manifestazione si prepara a celebrare il cinema con una storia tutta italiana: la Festa del Cinema di Roma 2025, in programma dal 15 al 26 ottobre, si aprirà con “La vita va così” di Riccardo Milani. Il film, proiettato fuori concorso nella sezione Grand Public, è ispirato alla vera vicenda del pastore sardo Ovidio Marras, scomparso nel gennaio 2024, che per vent’anni ha lottato contro un progetto di speculazione edilizia sulle coste di Capo Malfatano, nel territorio di Teulada.

Girato in buona parte in Sardegna, il film è interpretato da Ignazio Giuseppe Loi nel ruolo del protagonista, accanto a Virginia RaffaeleDiego AbatantuonoAldo Baglio e Geppi Cucciari. Scritto da Milani con Michele Astori, è prodotto da Our Films e Wildside, con il supporto di PiperFilm e Medusa Film, che lo distribuiranno in autunno.

“La vita va così” è il sedicesimo film del regista romano, noto per aver saputo fondere ironia e impegno civile in opere come Il posto dell’anima o Un mondo a parte. Milani, legato da tempo alla Sardegna, affronta ancora una volta una storia collettiva fatta di piccole grandi resistenze, in equilibrio tra la speranza di lavoro e la necessità di proteggere il proprio paesaggio e la propria identità.

Tra la malinconia per la scomparsa di un grande interprete e l’orgoglio di un cinema che continua a raccontare il mondo, questo scorcio del 2025 ci ricorda che l’arte cinematografica è sempre una questione di memoria, umanità e futuro. Le storie – quelle vere e quelle immaginate – continuano a trovare spazio, voce e forma tra le montagne di Locarno e il cuore pulsante di Roma.

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