

“La musica può nominare l’innominabile e comunicare l’inconoscibile.”
— Leonard Bernstein
Dopo il grande successo delle prime due tappe a Milano e Bologna, lo spettacolo musicale «Nessun Dorma» si prepara a vivere un nuovo, vibrante capitolo nella città eterna. La prossima tappa sarà infatti Roma, il 13 settembre, in una serata che promette di essere non solo memorabile, ma anche profondamente trasformativa. Un evento che fonde arte, emozione, coscienza e impegno civile, restituendo alla musica il suo ruolo originario di strumento sacro, rito collettivo, voce dell’umano più profondo.
Un’esperienza che va oltre lo spettacolo
«Nessun Dorma» non è semplicemente un concerto: è una liturgia laica, un invito ad attraversare la soglia del visibile per incontrare l’invisibile che abita ognuno di noi. Musica dal vivo, teatro, parola, immagini, testimonianze e silenzi consapevoli si fondono in un’unica trama emotiva e simbolica.
Ispirato alla celebre aria pucciniana, il titolo diventa una dichiarazione d’intenti. “Nessuno dorma!” non è solo una promessa d’amore e vittoria, ma un’esortazione universale a non chiudere gli occhi, a non scivolare nell’indifferenza, a restare vigili. È un monito, ma anche un’ancora di speranza: chi resta sveglio può ancora cambiare, costruire, amare.
La voce dei grandi maestri del risveglio
Nel cuore di questo progetto c’è una riflessione profonda sulla condizione umana come sogno, distrazione, automatismo. Un tema che attraversa la storia della filosofia, della mistica e della letteratura.
G. I. Gurdjieff, il grande pensatore e mistico del Novecento, ha dedicato la sua vita a un’unica, radicale verità: l’uomo dorme. Vive guidato da abitudini, pulsioni, illusioni, senza una reale consapevolezza di sé. Per lui, solo chi si accorge di dormire può cominciare a svegliarsi. La musica, nel suo pensiero, è un linguaggio potente per rompere il torpore dell’anima.
Ma già Shakespeare, con l’intensità delle sue tragedie, ci aveva avvertiti. In Giulio Cesare, Bruto grida: “Hai dormito, Roma? Svegliati!”. È un grido rivolto non solo alla città, ma all’uomo stesso: svegliarsi è un dovere etico, sociale e spirituale.
Pedro Calderón de la Barca, nel suo capolavoro La vida es sueño, porta questa intuizione ancora più in profondità: la realtà è un sogno, e il vero risveglio avviene quando si scopre che l’unica libertà possibile è nella coscienza di sé.
“Che cos’è la vita? Un’illusione, un’ombra, una finzione…” scrive Calderón. Solo chi si risveglia può distinguere l’essenziale da ciò che è illusorio.
Da Socrate a Rilke, da Pascal a Kierkegaard, il pensiero occidentale è attraversato da un richiamo: svegliati! Esci dalla tua caverna interiore, guarda, ascolta, agisci. In questo senso, «Nessun Dorma» si fa erede e voce di questo appello millenario.
L’arte come veicolo di consapevolezza
Le prime due edizioni dello spettacolo, a Milano e Bologna, hanno mostrato quanto questo linguaggio universale possa toccare le corde più profonde dell’animo umano. Sale gremite, pubblico commosso, standing ovation finali: ogni spettatore è uscito con qualcosa di diverso dentro.
La tappa romana si carica ora di un ulteriore valore simbolico e concreto. Tutti gli incassi saranno devoluti a progetti umanitari destinati alla popolazione civile palestinese, con particolare attenzione ai bambini, agli ospedali, alla distribuzione di beni di prima necessità, all’accesso all’istruzione e al sostegno psicologico in zone colpite dal conflitto.
«Nessun Dorma» non si limita a commuovere: si propone di muovere, di agire, di trasformare la bellezza in gesto, la commozione in responsabilità.
Un viaggio tra suono e silenzio
Sul palco si alterneranno grandi musicisti, attori, cantanti lirici e contemporanei, danzatori, voci narranti. Ogni momento dello spettacolo è pensato come una soglia: brani lirici, frammenti teatrali, musiche originali, testimonianze dal mondo, immagini e vuoti di silenzio si susseguono come tappe di un percorso di risveglio.
Il pubblico non è solo spettatore, ma parte viva di questo rito: chiamato ad ascoltare, a sentire, a fermarsi. A guardare in sé e fuori di sé con occhi nuovi.
13 settembre a Roma: una notte di coscienza
La data del 13 settembre, nella suggestiva cornice dell’Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia, sarà una veglia collettiva, un momento di bellezza consapevole, un grido poetico contro la rassegnazione.
La musica non salva il mondo, ma può svegliarlo.
E quando l’arte si intreccia alla compassione, quando la bellezza diventa gesto concreto, allora nulla resta immobile. Nulla resta indifferente.
Prenotazioni
Nessun Dorma – Roma
13 settembre 2025 – Ore 21:00
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Tutti gli incassi saranno devoluti a progetti umanitari pro Palestina
Prenotazioni disponibili su
www.nessundormaspettacolo.org
e presso il circuito ufficiale TicketOne
«Svegliati, anima! Il mondo ti chiama.»
Da Shakespeare a Calderón, da Gurdjieff a oggi, l’arte ci chiede di aprire gli occhi. Di non dormire più. Di vivere.