Carlo Di Stanislao
“Non conquistiamo le montagne, ma noi stessi.” – Sir Edmund Hillary
L’aria era tagliente e pura. Il sole, ancora basso, dipingeva le creste del Gran Sasso di oro e rame, mentre a valle la bruma mattutina avvolgeva i pascoli. L’odore acre della roccia umida si mescolava al profumo dell’erba di montagna. Francesco De Marchi, con lo sguardo rivolto verso il Corno Grande, sentiva il cuore battere forte: non era solo l’emozione di un’impresa, ma la concreta possibilità di entrare nella storia.
Era il 19 agosto 1573 quando l’ingegnere bolognese, dopo trentadue anni di tentativi, radunò i compagni per la scalata: Cesare Schiafinato da Milano, Diomede dell’Aquila, il cacciatore di camosci Francesco Di Domenico e altri montanari esperti. Avanzarono per ore tra pietraie aguzze, ghiaioni e creste dove il vento fischiava come un richiamo antico. La salita, oggi nota come Via Normale, fu un cammino di resistenza e silenzio, interrotto solo dal rumore degli scarponi sulla roccia.
Dopo cinque ore, la vetta. Un orizzonte senza fine. Montagne più basse si perdevano all’orizzonte, e il cielo sembrava vicinissimo. De Marchi scrisse: “Mirand’all’intorno, pareva che io fussi in aria”.
Il docufilm Monte Corno, firmato dal regista aquilano Luca Cococcetta, porta sullo schermo quella giornata epica. In onda il 16 agosto su Rai Storia alle 22.45, con repliche il 17 e 18 agosto e disponibile su Rai Play, alterna ricostruzioni storiche in costume, con Massimo Poggio nel ruolo di De Marchi, a immagini mozzafiato firmate da Hervé Barmasse, che oggi ha ripercorso la stessa ascesa.
La narrazione intreccia avventura e storia, mostrando anche il seguito dell’impresa: l’esplorazione della Grotta a Male – oggi Grotta Amare – dove De Marchi lasciò una croce incisa nella pietra, primo atto speleologico documentato in Italia.
Prodotto da Visioni Future e dal Club Alpino Italiano, scritto da Marco Zaccarelli e distribuito in oltre 45 città da Wanted Cinema, Monte Corno ha vinto il Miglior Film di Alpinismo – Rotari al 72° Trento Film Festival e numerosi riconoscimenti internazionali.
Non è solo la cronaca di una scalata. È la storia di un uomo che ha sfidato il tempo, la fatica e l’ignoto, inseguendo un sogno fino alla vetta.
