Serena conduce operaclassica eco italiano

AL TEATRO SOCIALE DEBUTTA IL DITTICO
IL CAMPANELLO E DEUX HOMMES ET UNE FEMME

Enrico Pagano è sul podio dell’orchestra di strumenti d’epoca Gli Originali

La regia del nuovo allestimento è firmata da Stefania Bonfadelli affiancata da un team creativo tutto al femminile

Il cast è formato dagli allievi della Bottega Donizetti con il mentore d’eccezione Alessandro Corbelli nel ruolo di Gasparo

Bergamo, Teatro Sociale

sabato 15 novembre ore 20.00

domenica 23 novembre ore 15.30

venerdì 28 novembre ore 20.00

Anteprima Under30, mercoledì 12 novembre ore 17.00


Comunicato stampa, 10.11.2025

Il sipario del Teatro Sociale in Bergamo Alta si apre sabato 15 novembre alle ore 20.00 sul dittico formato dalla farsa Il campanelloe dall’opéra-comique Deux hommes et une femme, che insieme costituiscono la seconda nuova produzione del Donizetti Opera 2025. Sul podio dell’orchestra di strumenti d’epoca Gli Originali salirà Enrico Pagano, inserito nel 2021 da Forbes Italia nella lista dei 100 Under 30 leader italiani del futuro. Per entrambe le opere l’allestimento è curato da un unico team creativo, interamente al femminile: la regia è di Stefania Bonfadelli, le scene di Serena Rocco,i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Fiammetta Baldiserri. L’Anteprima Under30 dello spettacolo sarà mercoledì 12 novembre alle ore 17.00. Repliche domenica 23 novembre alle ore 15.30 e venerdì 28 novembre alle ore 20.00.

Il cast è formato dai talentuosi giovani allievi della Bottega Donizetti 2025, progetto curato da Giulio Zappa, a cui fa da mentore Alessandro Corbelli, interprete del ruolo di Gasparo in Deux hommes et une femme; a loro si affianca anche Giovanni Dragano come Spiridione ne Il campanello, oltre al Coro dell’Accademia Teatro alla Scala, preparato da Salvo Sgrò.

Il campanello è proposto nell’edizione critica a cura di Ilaria Narici per Casa Ricordi, con il contributo del Comune di Bergamo. La versione è quella del 1837 per il partenopeo Teatro del Fondo, che presenta i recitativi cantati (a cui lavorò Salvadore Cammarano) al posto dei dialoghi parlati, oltre all’eliminazione del dialetto e alla sostituzione di alcuni numeri rispetto alla prima stesura risalente all’anno precedente, accolta con grande successo, donata alla compagnia di canto del Teatro Nuovo che versava in cattive acque. Questa farsa in un atto ci dà prova, ancora una volta, di un Gaetano Donizetti vero uomo di teatro, oltre che artista generoso: «Degno di nota – spiega Paolo Fabbri, direttore del Centro Studi Donizettiani – che, nel Campanello, Donizetti si presentasse come autore al cento per cento: della musica ma anche del libretto, dando prova di abilità da poeta teatrale, assimilata sul campo ma anche frutto di una disposizione creativa a buon diritto definibile ‘naturale’, che si manifestava anche con le parole, oltre che con le note».

Deux hommes et une femme rientra, invece, in quel gruppo di lavori che vide la ribalta dopo la morte del compositore. Venne ideato con il titolo di Rita per il Teatro dell’Opéra-Comique di Parigi nella primavera del 1839 su libretto di Gustave Vaëz, autore di versi ricchi di cinismo e che denunciano una smaccata disparità di genere, così come il dramma sociale della violenza domestica, questione sentita e controversa già nell’Ottocento; dopo un tentativo, andato fallito, di portare in scena l’opera in una versione italiana a Napoli nel 1841, con il titolo francese e alcuni ritocchi alla musica, la partitura vide la messa in scena solo nel 1860, finalmente a Parigi, come Rita, ou Le mari battu. A Bergamo Deux hommes et une femme sarà eseguita nella versione originale francese, con il libretto derivato dalla fonte autografa nell’edizione critica a cura di Paolo A. Rossini per Casa Ricordi, con la collaborazione di Francesco Bellotto e della Fondazione Teatro Donizetti.

Le opere sono entrambe in un atto ed entrambe incentrate sul triangolo sentimentale di una donna e due uomini: nel primo caso la giovane Serafina va in sposa allo speziale Don Annibale Pistacchio, ma l’amato Enrico, grazie a mille travestimenti, interromperà la prima notte di nozze suonando di continuo il campanello della farmacia; nella seconda opera la protagonista, Rita, è sposata in prime nozze con il violento Gasparo per poi unirsi in seconde nozze con il timido Pepé, credendo morto il primo marito. Il ritorno improvviso di Gasparo genera un “tira e molla” parossistico, in cui al centro finisce proprio la protagonista, dalla quale entrambi i mariti cercano in tutti i modi di liberarsi.

«Donizetti – racconta Enrico Pagano – ha una dote che accomuna molti compositori italiani: la capacità di rendere teatrale l’orchestra, di farla vivere in funzione della vicenda drammatica. In un certo senso l’orchestra stessa diventa parte integrante dello sviluppo drammaturgico. Tutto ciò che scrive è funzionale al risultato teatrale che intende ottenere, e questo si percepisce ancor di più nelle opere comiche come Il campanello e Deux hommes et une femme. Fra i due atti unici la distanza temporale è evidente: Il campanello ha un’orchestrazione ancora improntata al tardo classicismo, mentre Deux hommes et une femme guarda a un certo romanticismo ottocentesco, visibile anche negli impasti timbrici dell’orchestra. Credo che Donizetti sia, più di ogni altro, il trait d’union tra il teatro settecentesco di matrice classica e il Romanticismo. In questo senso, è come se raccogliesse l’eredità della scuola napoletana e poi di Rossini. Ovviamente non si limita a questo, ma lo vedo più come figura di transizione rispetto allo stesso Rossini, che rimane più ancorato a un’estetica teatrale classica, pur con qualche guizzo romantico. In Donizetti, invece, vedo un’evoluzione costante: opera dopo opera, si delinea un progressivo complicarsi, infittirsi, sia dei temi trattati, sia della scrittura vocale, sia di quella orchestrale».

«Trovando un legame sia musicale che drammaturgico – spiega Stefania Bonfadelli –  ho deciso di raccontare i due titoli in contemporanea, come se fossero la stessa opera. Queste due opere, insieme, sono perfette come un carillon, come un meccanismo a orologeria. E la comicità di Donizetti è molto raffinata, una comicità più di situazione che di carattere. I personaggi comici donizettiani hanno sempre del tragicomico, perché in realtà c’è sempre un dramma di fondo: la vera grande comicità è così. Il ruolo di Annibale Pistacchio nel Campanello o quello di Pepé in Deux hommes et une femme hanno un loro senso del dramma. Un dramma sotterraneo, ma presente. Quello di non sentirsi amati. Alcuni personaggi soprattutto maschili nel Donizetti comico hanno questo cotè larmoyant che va tenuto molto presente. Lo si trova in Nemorino e in Don Pasquale, per esempio, e mi piace scandagliarlo con i miei interpreti. È un lato malinconico affascinante, che offre uno spunto, un’occasione interpretativa importante».

***

Sabato 15 novembre alle ore 17.30 precede la prima rappresentazione del dittico Il campanello e Deux hommes et une femme la presentazione del libro «Il loggionista impenitente – Duemila sere all’opera» di Alberto Mattioli, edito da Garzanti. L’incontro con l’autore, in dialogo con il giornalista Fabio Larovere, si terrà presso la Casa Natale di Gaetano Donizetti, in via Borgo Canale 14 a Bergamo Alta. L’incontro, in collaborazione con Feltrinelli Librerie, rientra nelle iniziative del ciclo Opera Stories del palinsesto Donizetti Off del festival.

Un grazie speciale è rivolto ai partner e agli sponsor del festival Donizetti Opera che hanno confermato il loro impegno per il 2025.

Partner istituzionali: Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Bergamo;Main Partner Allianz, con il sostegno di SIAD, Fondazione Cariplo, KPMG e Curnis – Rolex.Partner tecnici ATB e Claypaky eCommunication partner NT Next; media partner Eppen. In collaborazione con Politecnico delle Arti di Bergamo “G. Donizetti – G. Carrara”, Fondazione Mia e Rotary Club Bergamo Terra di San Marco.

Un ringraziamento particolare va anche a tutti coloro che sostengono l’attività della Fondazione Teatro Donizetti tramite Art Bonus: Intesa Sanpaolo, A2A, ATB Mobilità, Sacbo, Uniacque e agli Ambasciatori di Donizetti:

IL MAESTRO Siad

LE PIETRE MILIARI Alfaparf Group, Calfin, Curnis Gioielli 3C, Fidelitas, Legami, Nuova Demi, Tenaris Dalmine

LE RARITÀ 3V Green Eagle • Allegrini • Arva • Beltrami Linen • Bodega G. & C. • Brembomatic Pedrali • Carba • Caseificio Defendi Luigi • Catellani & Smith • Confindustria Bergamo • CX Centax • Diachem • Dufrital • Effegi • Fecs • Fratelli Pellegrini • Gemels • Impresa Edile Stradale Artifoni • Intertrasport • Iterchimica • LVF Valve Solutions • MA.BO. • Milestone • Montello • OMB Valves • Persico • Qintesi • Revi4 • Stucchi • Studio Berta Nembrini Colombini & Associati

Hanno inoltre donato Assolari Luigi & C. • Rota Fumagalli Gioielleria.

Biglietteria

Piazza Cavour 15, Bergamo – T. +39 035 4160 601/602/603

Aperta da martedì a sabato, ore 16.00-20.00 (festivi esclusi)

biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.orggruppi@fondazioneteatrodonizetti.org

Biglietti disponibili anche sul circuito Vivaticket

Costo dei biglietti

Caterina Cornaro e Il furioso nell’isola di S. Domingo: da 120 euro a 20 euro

Il campanello e Deux hommes et une femme: da 105 euro a 40 euro

Anteprime Under30: 10 euro

Opera Family: da 5 euro a 12 euro

The Donizetti Brunch: da 15 euro a 28 euro

Leadership Armonica: da 10 euro a 15 euro

Carnet weekend

Le tre opere di ciascun fine settimana con lo sconto del 25%.

Carnet sabato

I biglietti per le opere in tre sabati diversi del festival DO 2025 con lo sconto del 25%.

Orari opere

I titoli in programma il venerdì e il sabato avranno inizio alle ore 20.00 e la domenica alle ore 15.30.

Per il programma completo e ulteriori informazioni, riduzioni e proposte di biglietteria: donizettiopera.org

Responsabile Comunicazione e Marketing Donizetti Opera

Tania Cefis +39 3384022158 cefis@fondazioneteatrodonizetti.org


Ufficio stampa nazionale Donizetti Opera

Walter Vitale +39 3335243419 pressopera@fondazioneteatrodonizetti.org


Ufficio stampa internazionale Donizetti Opera
Irene Sala +39 3391010571 internationalpress@fondazioneteatrodonizetti.org

Teatro Sociale, Bergamo

sabato 15 novembre, ore 20.00

domenica 23 novembre, ore 15.30

venerdì 28 novembre, ore 20.00

(mercoledì 12 novembre, ore 17.00 – Anteprima Under30)

IL CAMPANELLO / DEUX HOMMES ET UNE FEMME

Direttore Enrico Pagano

Regia Stefania Bonfadelli

Scene Serena Rocco

Costumi Valeria Donata Bettella

Lighting design Fiammetta Baldiserri

Assistente alle scene Marta Solari

Assistente alle luci Veronica Varesi Monti

Orchestra Gli Originali

Coro dell’Accademia del Teatro alla Scala

Maestro del CoroSalvo Sgrò

IL CAMPANELLO

Farsa in un atto

Parole e musica di Gaetano Donizetti

con recitativi di Salvadore Cammarano

Prima rappresentazione della nuova versione: Napoli, Teatro del Fondo, 23 maggio 1837

Edizione critica a cura di Ilaria Narici © Casa Ricordi, Milano

con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo

Personaggi e interpreti

Serafina Lucrezia Tacchi *

Madama Rosa Eleonora de Prez *

Don Annibale Pistacchio Pierpaolo Martella *

Enrico Francesco Bossi *

Spiridione Giovanni Dragano

DEUX HOMMES ET UNE FEMME

Opéra-comique in un atto di Gustave Vaëz

Musica di Gaetano Donizetti

Prima rappresentazione: Parigi, Opéra-comique, 7 maggio 1860

(come Rita, ou Le mari battu)

Edizione critica a cura di Paolo A. Rossini, con la collaborazione di Francesco Bellotto

© Casa Ricordi, Milano

con la collaborazione e il contributo della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo

Personaggi e interpreti

Rita Cristina De Carolis *

Pepè Cristóbal Campos Marín *

Gasparo Alessandro Corbelli

*Allievi della Bottega Donizetti

Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti

Note di regia di Stefania Bonfadelli

TRA FEYDEAU E IONESCO

Le due opere che compongono il dittico che proponiamo fanno parte delle otto farse su undici scritte da Gaetano Donizetti, ispirate a un tipo di drammaturgia di matrice francese. Sono due gioiellini, che godono di una sorta di «promiscuità» di generi, ben fusi insieme, dal «vaudeville» al «boulevard», con una strizzatina d’occhio al semiserio e, perché no, con una giusta dose di assurdo.

Tutto ciò rivela la comicità di Donizetti per ciò che è, ossia un meccanismo perfetto con quel tanto di amarezza, se non proprio di tragedia di fondo, che è sempre alla base della vera e irresistibile comicità. La scintilla più autentica della risata scatta ravanando nei drammi nascosti dell’esistenza, raramente nelle gioie, quelle ci rendono contenti e ben vengano, per carità.

Il tragico si scova, nel nostro caso, nella frustrazione e nell’incapacità di ribellarsi dei due mariti, Annibale Pistacchio e Pepé, che accettano la chiara infedeltà della moglie, il primo, e le sonore sberle da parte della consorte, il secondo. Annibale e Pepé sono due buoni diavoli, due vittime pronte a insegnarci una volta per tutte che, se non si trova la forza di lottare e di ribellarsi a una vita che non si vuole, si soccombe.

Spesso Rita viene scambiata per femminista ante litteram, cosa che personalmente non condivido. Prendere i lati negativi del machismo non garantisce la libertà di una donna e, francamente, non mi sembra una grande conquista diventare da vittime a carnefici. Trovo che tutti i personaggi del dittico siano fondamentalmente dei deboli: Enrico è un irrisolto che non si risolverà mai, ha meschinamente paura della vita vera e, perciò, recita tutto il tempo nascondendosi dietro i suoi travestimenti; Madama Rosa è una furbona dallo spirito pratico, che vuole sistemare sé stessa e la figlia, sacrificandola a sposare un uomo che non ama e che non amerà mai, ma con un po’ di soldi; Serafina è una ragazzina confusa, succube della madre; Rita non sa stare senza un uomo e vive nell’illusione di essere diventata la parte forte della coppia, malmenando il marito; Gasparo è un avventuriero, un fanfarone speculare a Enrico, così come speculari sono anche Pepé ad Annibale Pistacchio e Madama Rosa a Rita stessa. Gasparo è un Enrico invecchiato, che troverà pane per i suoi denti nella nuova compagna, la canadese, personaggio solo evocato nel copione della parte recitata, a cui ho deciso di dare vita, per traghettare meglio il racconto nel rovesciamento dei ruoli insito nella drammaturgia: Rita da vittima a seviziatrice, Gasparo da maltrattatore a sottomesso. Ironia della sorte? Chi la fa l’aspetti? Chissà. Quanto ci insegna ancora il nostro amatissimo Donizetti…

foto prove il campanello ph Gianfranco Rota

foto prove Deux hommes et une famme ph Gianfranco Rota

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