NORMA
Renato Palumbo dirige l’opera di Vincenzo Bellini sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma, nell’allestimento di Nicola Berloffa.
Protagonisti Vasilisa Berzhanskaya, Dmitry Korchak,
Carlo Lepore, Maria Laura Iacobellis.
Teatro Regio di Parma
15, 17, 20, 22 febbraio 2026
Norma di Vincenzo Bellini, tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, da Norma, ou L’infanticide di Louis-Alexandre Soumet, torna in scena al Teatro Regio di Parma domenica 15 febbraio alle ore 20.00 (recite martedì 17 e venerdì 20 alle ore 20.00 e domenica 22 febbraio ore 15.30)nell’allestimento di Teatro Regio di Parma, Teatri di Piacenza, Teatro Comunale di Modena, con la regia di Nicola Berloffa, le scene di Andrea Belli, i costumi di Valeria Donata Bettella,le luci di Simone Bovis.
Renato Palumbo dirige l’opera sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani. Interpreti Dmitry Korchak (Pollione), Carlo Lepore (Oroveso), Vasilisa Berzhanskaya (Norma), Maria Laura Iacobellis (Adalgisa), Alessandra Della Croce (Clotilde), Francesco Congiu* (Flavio) *già allievo di Accademia Verdiana.
Per la sua quarta opera al Teatro alla Scala nel 1831, Vincenzo Bellini scelse insieme al suo librettista Felice Romani un soggetto tragico classicheggiante, che riprendeva il modello del sacrificio della protagonista, come nella Medea di Cherubini, in questo caso una sacerdotessa gallica abbandonata per una donna più giovane dal proconsole romano che l’aveva sedotta e resa madre. Alla prima reazione di Norma, quella di uccidere i figli avuti con l’uomo che l’ha tradita, subentra il pentimento, che la spinge a sacrificare se stessa sul rogo per espiare la propria colpa di empietà. L’ambientazione notturna nella foresta dei druidi rafforza il carattere autoritario e caricato di una passionalità primigenia intrisa di forte fragilità interiore della protagonista, ormai pienamente rispondente al sentire romantico di quegli anni. Partendo dalla base tradizionale belcantista, Bellini costruisce un impianto musicale sottilmente innovativo pur mantenendo la tradizionale forma a pezzi chiusi, sia sfruttando melodie che trasformano la riflessione in azione e che si dispiegano in forme ritmicamente irregolari, come nel celebre “Casta diva”; sia sostituendo i concertati di fine d’atto con catalizzanti scene, un terzetto nel finale primo e un’aria della protagonista nel secondo, che spostano il peso drammatico dalla vicenda ai personaggi, tracciando una strada che sarebbe stata proseguita dal grande teatro verdiano.
“Non è casuale la scelta di mettere ancora una volta in scena Norma, dichiara Alessio Vlad, direttore artistico del Teatro Regio di Parma. Certo, capolavoro assoluto che non si vorrebbe mai smettere di ascoltare e di scoprire, ma che necessita dell’affermazione di alcuni principi esecutivi. Principi che si identificano con la necessità di caratterizzare la personalità drammaturgica dei personaggi attraverso la definizione della loro vocalità. È quello che accade normalmente nella maggior parte delle opere della prima parte dell’Ottocento e non solo, ma che qui assume un significato particolare e svela delle prospettive. Il perno sta nel rapporto tra Norma e Adalgisa. Donna matura una, giovane l’altra. Confronto che non può non riflettersi in una raffigurazione anche vocale. Il colore di Norma dovrà infatti necessariamente essere più scuro di quello di Adalgisa, dando risalto cosi alle differenze tra i due personaggi. Differenze che sono alla radice stessa del dramma. Partendo da questo presupposto, viene naturale associare le caratteristiche vocali di Norma a quelle del soprano falcon, e quelle di Adalgisa a un soprano lirico-leggero. È un indirizzo che apre, poi, a prospettive musicologiche che inquadrano la figura di Bellini all’interno di un percorso compositivo. Percorso, in cui una corda vocale ibrida e non del tutto definibile, nata nell’ambiente parigino, si è sviluppata nelle opere di Meyerbeer e di Wagner e, passando per una parte della produzione verdiana, arriva addirittura al Novecento operistico. Le vocalità di Vasilisa Berzhanskaya e di Maria Laura Iacobellis corrispondono a queste caratteristiche cui, ai fini di un’omogeneità esecutiva, devono necessariamente uniformarsi quelle del tenore, nel nostro caso Dmitry Korchak e del basso, Carlo Lepore”.
“Con Norma, scrive Giuseppe Martini, l’opera italiana, legata ai modelli rossiniani, entrava nell’atmosfera della sensibilità romantica, e non solo per l’ambientazione della vicenda, ma soprattutto per la capacità di interpretare il presente nella sublimazione di un sentimento amoroso puro e assoluto, dotato di un’insostituibile forza, verso cui la figura maschile dapprima si rende colpevole e poi è costretta al pentimento di fronte alla superiorità morale di quella femminile. È una scelta che comporta il potenziamento assoluto della centralità della protagonista e sgombra il campo da veri antagonisti, poiché il dramma è nei sentimenti che intercorrono fra i personaggi. La grandezza di Bellini sta nell’esprimere quei sentimenti attraverso mezzi squisitamente musicali: articolazione strutturale (il duetto fra Norma e Adalgisa del primo atto, ad esempio, sfocia in un terzetto al calor bianco); finali innovativi (il secondo addirittura non ha un concertato né un’aria della prima donna); compenetrazione profonda d’invenzione melodica e colore orchestrale; abolizione delle regolarità metriche e delle simmetrie, che rendono inconfondibili le sue melodie e più percepibile il tramestio emotivo; varietà di mezzi vocali che, combinando il canto fiorito di matrice rossiniana a canto sillabico, declamato e arioso, consentono una vasta gamma di sfumature espressive; capacità di individuare l’atmosfera dell’opera attraverso una perspicua fusione di armonie, melodie e timbri, una lezione di cui l’opera italiana avrebbe subito fatto preziosissimo tesoro”.
“Del direttore, sarà il meraviglioso compito di ricreare, attraverso l’orchestra, il coro e gli artisti, il racconto e le atmosfere così ben descritte da Bellini, dichiara Renato Palumbo: valorizzare le splendide melodie di un moderno belcanto; dare la giusta importanza ai lunghi drammatici recitativi e ai momenti di aggregazione dei Galli con le loro marce e i loro rituali; descrivere Pollione come un arrogante fellone invasore; evidenziare la forza carismatica di Norma sacerdotessa e la sua debolezza nella vita privata, con il suo senso materno protettivo nel primo duetto con Adalgisa e la sua ferocia contro Pollione: il suo senso di colpa sempre presente, non potendo essere lavato con il sangue dei figli innocenti, trasforma ella stessa in vittima sacrificale, con la dolcezza e la forza di chi, finalmente, risolti i conflitti interiori, va alla morte con quella serena certezza che da quel rogo purificatore nascerà qualcosa di veramente immortale”.
“L’idea centrale è l’osservazione dei detriti di una società vinta e conquistata, sullo sfondo di una guerra continua, scrive Nicola Berloffa. Troviamo i Galli sconfitti che vivono reclusi in un palazzo ottocentesco incendiato e devastato, ultime vestigia di un potere perduto. Nessun druido con la barba, ma vecchi generali e soldati attaccano con le poche forze restanti Norma, cercando di estorcerle il segnale atto ad una agognata e penosa nuova Rivoluzione. In questo adattamento si è spostata l’azione del dramma verso un Ottocento europeo, nel periodo delle grandi lotte e delle rivoluzioni interne che hanno segnato il XIX secolo, pur rispettando perfettamente le dinamiche conflittuali tra vincitori e vinti, i deliri amorosi e le gelosie uterine delle eroine belliniane. Potremmo trovarci a Solferino o a Parigi ai tempi della guerra prussiana. Vedremo cadere Norma, da “donna del popolo” a nuova vittima designata, perché nell’arco del racconto la sacerdotessa passa da beniamina a traditrice con una logica assolutamente moderna e marziale: nessun processo l’attende, solo una condanna urlata dalla piazza con una relativa violenta esecuzione. I temi suggeriti dal libretto potrebbero portarci ad una facile attualizzazione, ma questo non è necessario perché la scrittura musicale di Bellini riesce in modo moderno a farci scoprire personaggi che, una volta liberati dai numeri di parata, provano sentimenti umani. Che sono gli stessi che proviamo noi oggi”.
PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO
Per Prima che si alzi il sipario, sabato 7 febbraio 2026 alle ore 17.00 al Ridotto del Teatro Regio di Parma, Giuseppe Martini inviterà all’ascolto dell’opera presentandone il compositore, la genesi delle opere e i capolavori letterari a cui si ispira con la partecipazione dei cantanti del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, Shen Rongqing (Oroveso), Oh Hansol (Norma), Sun Qian Hui, Wang Ruiwen (Adalgisa), Xu Tong (Pollione), coordinati da Donatella Saccardi, che interpreteranno alcuni brani accompagnati al pianoforte da Laura Soracco.
PROVA UNDER 30 E A SEGUIRE AFTERSHOW CON DJ SET
Nei giorni che precedono il debutto, è aperta al pubblico la prova riservata agli under 30 venerdì 13 febbraio ore 20.00, al termine aftershow con aperitivo e dj set di Benedetta Cattani nelle sale del Ridotto.
REGIOINSIEME
Diversi gli appuntamenti di RegioInsieme dedicati a Norma, ideati per gli studenti universitari, le persone con deficit visivo o bisogni comunicativi complessi, i detenuti degli Istituti Penitenziari di Parma.
Nell’ambito del progetto Vivere il Teatro in collaborazione con Università di Parma e CAPAS, Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo, giovedì 12 febbraio dalle ore 15.00 prosegue il percorso dedicato agli studenti universitari, che dopo una conversazione introduttiva potranno scoprire l’opera in debutto assistendo alla prova di assieme.
Appuntamento al Teatro Regio di Parma giovedì 12 febbraio alle ore 15.00 per le Conversazioni musicali, incontri di introduzione all’ascolto delle opere della Stagione aperti al pubblico e dedicati alle persone con deficit visivo, realizzati in collaborazione con UICI Parma (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) a cura di Laura Minto con brani musicali eseguiti al pianoforte da Milo Martani.
In occasione della recita dedicata agli Under 30, l’opera sarà presentata in foyer nei pittogrammi della CAA – Comunicazione Aumentativa Alternativa per poter leggere e interpretare la storia in modo più accessibile: attraverso le parole, le immagini, nell’ambito del progetto realizzato in collaborazione con Fare Leggere Tutti APS, che ha l’obiettivo di supportare e migliorare la comunicazione servendosi di strategie e strumenti che aiutano a esprimersi e a comprendere meglio il messaggio. Attraverso l’utilizzo di simboli, immagini e parole chiave l’opera lirica diventa un’esperienza inclusiva che favorisce la partecipazione, la comprensione e il coinvolgimento emotivo di un pubblico più ampio, con un’attenzione particolare alle persone con bisogni comunicativi complessi.
Sabato 21 febbraio alle ore 11.00 presso gli Istituti Penitenziari di Parma (ingresso riservato al pubblico autorizzato) il Coro dei detenuti preparato da Gabriella Corsaro presenterà l’esito del percorso dedicato a Norma interpretandone alcuni brani con l’accompagnamento al pianoforte di Milo Martani e la partecipazione degli artisti del cast di Norma che hanno aderito al manifesto etico del Teatro Regio di Parma.
BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Biglietti da 10 a 120 euro. Agevolazioni e riduzioni sono rivolte a Under30, famiglie, lavoratori, neomaggiorenni, studenti e docenti, studenti universitari, gruppi, aziende. Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it
I biglietti sono disponibili online su www.teatroregioparma.it. Orari di apertura: la Biglietteria del Teatro Regio di Parma è aperta da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 18.00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora e mezza prima dello spettacolo. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi.
PARTNER E SPONSOR
La Stagione del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Reggio Parma Festival. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi. Cultural partner Crédit Agricole. Media partner Mediaset Publitalia ’80. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Agugiaro e Figna, CePIM, Grasselli, La Giovane, Mutti, Opem, GloveICT, Amoretti, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Drill Pac, Rainieri. Security partner Metronotte. Educational partner Parmalat. Wine partner Oinoe. Mobility partner Tep. Fair Play partner Zebre. Identity Partner Parma Calcio. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Con il contributo di Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione Monteparma. Legal counselling Villa&Partners. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Sostenitori tecnici De Simoni, Teamwork, Graphital. Partner artistici e istituzionali Casa della Musica, Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio “Arrigo Boito”, Società dei Concerti di Parma, La Toscanini. Il Teatro Regio aderisce a Parma Città Climate Neutral 2030, ATIT, AGIS, Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature & culture.
Parma, 6 febbraio 2026
Paolo Maier
Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio Stampa, Archivio
Teatro Regio di Parma strada Garibaldi, 16/A, 43121 Parma – Italia
Tel. +39 0521 203969
p.maier@teatroregioparma.it
stampa@teatroregioparma.it
www.teatroregioparma.it
Teatro Regio di Parma
domenica 15 febbraio 2026, ore 20.00 turno A
martedì 17 febbraio 2026, ore 20.00 turno B
venerdì 20 febbraio 2026, ore 20.00 turno C
domenica 22 febbraio 2026, ore 15.30 turno D
Prova Under 30 venerdì 13 febbraio 2026, ore 20.00
Durata 3 ore, compreso un intervallo
NORMA
Vincenzo Bellini
Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani,
da Norma, ou L’infanticide di Louis-Alexandre Soumet
Edizione Casa Ricordi, Milano
Prima rappresentazione il 26 dicembre 1831 al Teatro alla Scala di Milano
| Pollione | Dmitry Korchak |
| Oroveso | Carlo Lepore |
| Norma | Vasilisa Berzhanskaya |
| Adalgisa | Maria Laura Iacobellis |
| Clotilde | Alessandra Della Croce |
| Flavio | Francesco Congiu* |
*già allievo di Accademia Verdiana
Direttore Renato Palumbo
Regia Nicola Berloffa
Scene Andrea Belli
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Simone Bovis
ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestro del coro Martino Faggiani
Allestimento
Teatro Regio di Parma, Teatri di Piacenza, Teatro Comunale di Modena
Spettacolo con sopratitoli in italiano
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