Oltre i cancelli: scuola, migrazioni e partecipazione comunitaria

Oltre i cancelli: scuola, migrazioni e partecipazione comunitaria
Gianluca Cantisani (MoVI): «La scuola con background migratorio non va considerata un limite, spesso rappresenta un laboratorio di generazione sociale»
Treviso, 13 febbraio 2026 – Ha visto la partecipazione di 240 addetti ai lavori, educatori e famiglie l’incontro online “Scuole con alta incidenza di alunni con background migratorio: scambio di esperienze e buone pratiche”, svoltosi giovedì 12 febbraio 2026. L’evento è stato promosso dall’Istituto Comprensivo 1 Martini di Treviso all’interno del progetto FAMI PROG-541 e si candida a essere un punto di riferimento all’interno del dibattito su come trasformare le sfide dell’integrazione in opportunità individuale e crescita collettiva.
La scuola come spazio di generazione sociale – Una prospettiva concreta è quella al centro dell’intervento di Gianluca Cantisani, presidente del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) e responsabile nazionale del progetto Scuole Aperte Partecipate del Movimento. Cantisani ha infatti illustrato come la scuola, se vissuta come «bene comune», possa diventare un motore di trasformazione sociale: “Le scuole con alta presenza di alunni con background migratorio non devono essere percepite come luoghi di criticità, ma come spazi privilegiati di cittadinanza attiva» – ha sottolineato Cantisani durante il dibattito.A questo proposito ha presentato l’esperienza dei genitori della Scuola di Donato di Roma e richiamato l’esperienza decennale promossa dal MoVI attraverso il progetto Scuole Aperte Partecipate, che restituisce alla scuola una nuova centralità comunitaria. La scuola diventa così un luogo vitale e d’incontro sempre aperto, nel quale i genitori e il territorio collaborano con le istituzioni per gestire laboratori, doposcuola e momenti di aggregazione. Questo approccio trasforma il background migratorio da «questione scolastica» a risorsa per la coesione di tutta la comunità o il quartiere di riferimento, rompendo l’isolamento delle famiglie e creando nuovi legami di solidarietà.
Contrastare le false percezioni: i risultati del progetto FAMI – L’incontro è stato l’occasione per presentare i frutti dei percorsi di ricerca-azione volti a contrastare la stigmatizzazione delle scuole ad alta incidenza migratoria. Sotto la guida della dirigente scolastica Luana Scarfì, della spinta costante della coordinatrice del FAMI e della rete dell’integrazione scolastica di Treviso Paola Pasqualon e con il contributo dell’esperto di intercultura Vinicio Ongini, sono emerse diverse buone pratiche provenienti da territori complessi di Milano, Mestre, Roma e Treviso.I relatori, tra cui i dirigenti scolastici Francesco Gerolamo Muraro e Michela Manente, ed i ricercatori dell’Università di Architettura di Venezia (IUAV), hanno evidenziato come l’apertura della scuola alla partecipazione diretta delle famiglie sia una delle chiavi per garantire un’istruzione davvero inclusiva.
Verso un modello educativo integrato – La testimonianza di Linda Pillon del Comitato genitori dell’IC Martini di Treviso ha confermato l’efficacia della rete tra genitori e scuola e come, tramite il coinvolgimento dei cittadini, si possa costruire una prospettiva concreta sulla quale fondare una «comunità educante» solida e resiliente.Dal confronto tra i partecipanti è emerso l’impegno a rafforzare la rete nazionale delle Scuole Aperte Partecipate, affinché l’esperienza del MoVI e dei progetti FAMI possa continuare a svilupparsi fino a diventare un modello strutturale capace di innervare l’intero sistema scolastico italiano.
Silvia BellucciUfficio Stampa MoVi – Movimento di Volontariato Italiano+393461561637

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