LES BALLETS DE MONTE-CARLO
INAUGURANO PARMA DANZA
CON ROMÉO ET JULIETTE
DI SERGEJ PROKOF’EV,
NELLA VERSIONE COREOGRAFICA
DI JEAN-CHRISTOPHE MAILLOT
Prima del debutto, alle ore 15:30, classe aperta per La danza dietro le quinte a cura di Valentina Bonelli.
Teatro Regio di Parma
sabato 28 febbraio, ore 20.30
Les Ballets de Monte-Carlo, sotto la presidenza di S.A.R. la Princesse de Hanovre, inaugurano Parma Danza al Teatro Regio di Parma sabato 28 febbraio 2026, ore 20.30, con Roméo et Juliette di Sergej Prokof’ev, nella versione coreografica di Jean-Christophe Maillot.
La compagnia monegasca interpreta il celebre balletto ispirato alla tragedia di William Shakespeare nella messinscena, presentata per la prima volta all’Opéra di Monte-Carlo nel 1996, che si avvale delle scenografie di Ernest Pignon-Ernest, dei costumi di Jérôme Kaplan e del disegno luci di Dominique Drillot. Jean-Christophe Maillot adotta una prospettiva coreografica che evita di parafrasare il monumento letterario di Shakespeare, raccontando la disputa fra Capuleti e Montecchi fino al suo tragico epilogo, e sceglie di rivivere la tragedia dal punto di vista dell’animo tormentato di Frate Lorenzo, il quale, desiderando fare del bene, alla fine provoca invece la morte dei due amanti.
Roméo et Juliette di Jean-Christophe Maillot è il flash back di questo religioso sconvolto che, alla fine del dramma, si chiede come si è potuti arrivare a tanto. Questa diversa prospettiva illumina la sensibilità del coreografo, che interpreta la vicenda non come un conflitto sociale o una lotta tra clan regolata da un codice d’onore, ma come un dramma fortuito che porta alla morte due ragazzi più presi dai giochi dell’amore che da quelli dell’odio. Secondo questa chiave, Jean-Christophe Maillot ha ideato una coreografia che sconvolge i codici della danza classica in ciò che ha di più tradizionale, conservandone al contempo lo slancio, l’energia e la grazia senza tempo, un vocabolario classico con una sintassi contemporanea sempre al crocevia di molteplici discipline artistiche.
LA DANZA DIETRO LE QUINTE
Per La danza dietro le quinte, la rassegna di classi aperte, masterclass, presentazioni danzate, incontri con gli artisti a cura di Valentina Bonelli, dedicata al pubblico e agli allievi delle scuole di danza, sabato 28 febbraio ore 15:30 Les Ballets De Monte-Carlo aprono eccezionalmente al pubblico la classe quotidiana. Con esercizi alla sbarra e virtuosismi al centro, guidati dal proprio maître de ballet, l’accompagnamento del pianoforte dal vivo, i danzatori si preparano allo spettacolo serale davanti al pubblico degli appassionati. Ingresso libero e partecipazione gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni e prenotazioni: danza@teatroregioparma.it
BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Biglietti da 8 a 55 euro. Riduzioni sono rivolte a Under35, allievi delle scuole di danza, gruppi, aziende. Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A – 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it
orari di apertura: martedì, giovedì e sabato 10:00 – 13:00; mercoledì e venerdì 10:00 – 13:00, 16:00 – 18:00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo.
Ulteriori informazioni su teatroregioparma.it
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Paolo Maier Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio Stampa, Archivio
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JEAN-CHRISTOPHE MAILLOT
Rosella Hightower amava dire del suo allievo Jean-Christophe Maillot che la sua vita non era altro che una unione degli opposti. Effettivamente, nell’attuale coreografo e direttore dei Ballets de Monte-Carlo la danza si combina con il teatro, fa le sue evoluzioni circondata dalle arti plastiche, si nutre delle partiture più varie ed esplora diverse forme di letteratura. Il suo repertorio attinge al mondo delle arti in senso ampio e ciascun balletto è un taccuino di schizzi che alimenta l’opera successiva. Jean-Christophe Maillot ha così creato nell’arco di trent’anni un insieme di sessanta opere, passando dai grandi balletti narrativi a forme più brevi, le cui molteplici connessioni rispecchiano un’opera che si caratterizza per la durata e la varietà. Né classico né contemporaneo e nemmeno a metà strada fra i due generi, Jean-Christophe Maillot rifiuta di appartenere a uno stile definito, e concepisce la danza come un dialogo nel quale la tradizione sulle punte e l’avanguardia cessano di escludersi.
LES BALLETS DE MONTE-CARLO
La Compagnie Les Ballets de Monte-Carlo nasce nel 1985, per volontà di S.A.R. la Principessa di Hannover, che desidera proseguire la tradizione coreutica monegasca. La nuova Compagnia è diretta da Ghislaine Thesmar e Pierre Lacotte, poi da Jean-Yves Esquerre. Nel 1993 S.A.R. la Principessa di Hannover nomina alla guida dei Ballets de Monte-Carlo Jean-Christophe Maillot. Forte di un’esperienza acquisita presso Rosella Hightower e John Neumeier, e coreografo e direttore del Centre Choréographique National di Tours, Jean-Christophe Maillot imprime una svolta alla compagnia, per la quale crea più di trenta balletti, di cui molti entreranno nel repertorio delle grandi compagnie internazionali Vers un pays sage (1995), Romeo e Giulietta (1996), Cenerentola (1999), La Belle (2001), Le Songe (2005), Altro Canto (2006), Faust (2007), Lac (2011), Chore (2013), Casse-Noisette Compagnie (2013).
PARMA DANZA 2026
Teatro Regio di Parma
sabato 28 febbraio 2026, ore 20.30
LES BALLETS DE MONTE-CARLO
Roméo et Juliette
giovedì 2 aprile 2026, ore 20.30
BALLETTO DEL TEATRO NAZIONALE CROATO IVAN ZAJC DI FIUME
Cenerentola
sabato 11 aprile 2026, ore 20.30
CCN/ATERBALLETTO
Notte Morricone
martedì 21 aprile 2026, ore 20.30
BALLETTO DI MARIBOR
Stabat Mater
Carmina Burana
giovedì 14 maggio 2026, ore 20.30
ARTEMIS DANZA
Verdi/Shakespeare
Trilogia della brama Macbeth, Otello, Falstaff
Prima nazionale
domenica 27 dicembre 2026, ore 15.30 fuori abb.
martedì 29 dicembre 2026, ore 20.00 fuori abb.
ORCHESTRA E BALLO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
Il lago dei cigni
Les Ballets de Monte-Carlo porta in scena il balletto Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev, nella versione coreografica di Jean-Christophe Maillot.
La compagnia monegasca interpreterà il celebre balletto ispirato alla tragedia di William Shakespeare, nella messinscena – presentata per la prima volta all’Opéra di Monte-Carlo nel 1996 – che si avvale delle scenografie di Ernest Pignon-Ernest, dei costumi di Jérôme Kaplan e del disegno luci di Dominique Drillot.
Partendo dall’idea che tutti conoscono la storia di Romeo e Giulietta, Jean-Cristophe Maillot ha adottato una prospettiva coreografica che evita di parafrasare il monumento letterario di Shakespeare: piuttosto che seguire passo passo la disputa fra Capuleti e Montecchi fino al suo tragico epilogo, il coreografo rivisita la tragedia seguendo un punto di vista originale. Il balletto ci trasporta nell’animo tormentato di Frate Lorenzo, il quale, desiderando fare del bene, alla fine provoca invece la morte dei due amanti. Romeo e Giulietta di Jean-Cristophe Maillot è il flash back di questo religioso sconvolto che, alla fine del dramma, si chiede come si è potuti arrivare a tanto. Questo punto di partenza ci illumina sulla sensibilità del coreografo, che interpreta la vicenda narrata nella tragedia shakespeariana non come un conflitto sociale o una lotta tra clan regolata da un codice d’onore, ma al contrario come un dramma fortuito che fa morire due ragazzi più presi dai giochi dell’amore che da quelli dell’odio.
Jean-Cristophe Maillot ha ideato quindi una coreografia che sconvolge i codici della danza classica in ciò che ha di più tradizionale, conservandone al contempo lo slancio, l’energia e la grazia senza tempo. Romeo e Giulietta è una pietra angolare del repertorio di Maillot: un vocabolario classico con una sintassi contemporanea sempre al crocevia di molteplici discipline artistiche.
Les Ballets de Monte-Carlo
Sotto la presidenza di S.A.R. la Princesse de Hanovre
Coreografia :Jean-Christophe Maillot da William Shakespeare
Musica : Sergei Prokofiev
scene : Ernest Pignon-Ernest
costumi : Jérôme Kaplan
light designer ⎮ Dominique Drillot
Romeo e Giulietta
la versione di J.C.Maillot
Partendo dall’idea che tutti conoscono Romeo e Giulietta, Jean-Christophe Maillot ha adottato una prospettiva coreografica che evita di parafrasare il monumento letterario di Shakespeare, che basta a se stesso. Piuttosto che seguire passo passo la disputa fra Capuleti e Montecchi fino al suo tragico epilogo, il coreografo rivisita la tragedia seguendo un punto di vista origina- le. Il balletto ci trasporta nell’animo tormentato di Frate Lorenzo, il quale, desiderando fare del bene, alla fine provoca invece la morte dei due amanti. Romeo e Giulietta di Jean-Christophe Maillot è il flash back di quest’uomo di chiesa sconvolto che, alla fine del dramma, si chiede come si è potuti arrivare a tanto. Questo punto di partenza la dice lunga sulla sensibilità del coreografo, che interpreta Romeo e Giulietta non come un conflitto sociale o una lotta tra clan regolata da un codice d’onore, ma al contrario come un dramma fortuito che fa morire due ragazzi più presi dai giochi dell’amore che da quelli dell’odio.
Nel balletto di Jean-Christophe Maillot, i Capuleti e i Montecchi si assomigliano molto. Hanno sedici anni, sono pieni di eccessi e si provocano per strada, più per divertimento che per volontà di nuocersi intenzionalmente. Le loro risse non sono mai violente. Sono tutt’al più dei buffetti che permettono loro di identificarsi attraverso una rivalità tra due bande che nessuno prende veramente sul serio, nemmeno Tebaldo e Mercuzio, i più veementi di questi adolescenti. Purtroppo un giorno il gioco sfugge di mano. Viene inferto un colpo mortale che precipita i protagonisti in una spirale di violenza. Prima che assassini, questi protagonisti sono dei ragazzini, che Jean-Christophe Maillot ci mostra trasportati dall’amore mentre agiscono in modo impulsivo senza pensare alle conseguenze. Romeo è irresponsabile, disorientato dalla scoperta di un amore nuovo che gli fa dimenticare le sue precedenti conquiste. Quanto a Giulietta, è la prima volta che si innamora. Le sensazioni che lei scopre sono talmente potenti che Romeo non è solo un amante: è l’Amore. Un amore assoluto in confronto al quale non esiste più nulla.
Questo straripamento della ragione ha ispirato a Jean-Christophe Maillot una coreografia che sconvolge i codici della danza classica in ciò che ha di più tradizionale, ma che conserva il suo slancio, la sua energia e la sua grazia senza tempo. Questa riflessione in atto in Romeo e Giulietta è una pietra angolare del repertorio di Jean-Christophe Maillot: un vocabolario classico con una sintassi contemporanea sempre al crocevia di molteplici discipline artistiche.
Trattandosi di Romeo e Giulietta, la sintassi è chiaramente cinematografica. Il balletto prende in prestito dalla settima arte numerosi strumenti: il flash-back, che ci permette di immer- gerci nell’introspezione di Frate Lorenzo, o il fermo immagine e il rallentatore. Si noterà allo stesso modo che lo spettacolo non è mai presentato in maniera frontale. I danzatori compiono le loro evoluzoni seguendo delle diagonali e non si rivolgono mai verso il pubblico… perché ricordano che un attore non guarda mai in camera. Infine, ciascun danzatore del corpo di ballo possiede il proprio (secondo) ruolo e può distaccarsi dagli altri attraverso un’azione singola. Per quanto riguarda i ruoli principali, sono interpretati da danzatrici, il che fa dire a Jean-Christophe Maillot che il suo Romeo e Giulietta è prima di tutto «un balletto di donne». Giulietta, Madonna Capuleti, Rosalina, la nutrice… queste donne sono vicine le une alle altre
e si distinguono più per la loro danza che per la loro maturità. I padri in compenso sono quasi assenti nella riscrittura coreografica di Jean-Christophe Maillot e il principe di Verona è stato eliminato. Anzi, nel 1986, nel momento in cui immagina a Tours la prima versione del suo bal- letto (su una musica contemporanea di Michel Beuret), il coreografo intitola la sua opera Giu- lietta e Romeo, indicando chiaramente che sono le donne a tenere le redini di questa storia.
Questa narrazione che serve da colonna vertebrale al suo balletto, Jean-Christophe Maillot la rende comprensibile grazie alla scenografia depurata di Ernest Pignon-Ernest, che libera la danza dai suoi accessori inutili. Qui non ci sono fialette, veleno, coltelli, balconi fioriti che farebbero assomigliare Romeo e Giulietta a un film di cappa e spada. Gli unici accessori necessari per il coreografo sono i nostri affetti, le nostre passioni, il ricordo ostinato dei nostri primi amori e una piccola banda di allegri burattini.
Ouverture ATTO I
Scena 1
LA STRADA (1)
Frate Lorenzo e i suoi due accoliti – Il clan dei Montecchi: Mercuzio, Romeo, Benvolio. Entrata di Tebaldo, Rosalina e i Capuleti – La rissa – Frate Lorenzo e i due accoliti.
Personaggio strano e tormentato, Frate Lorenzo è il filo conduttore che attraversa l’opera dall’ini- zio alla fine. Egli rappresenta un’immagine della trinità lacerata tra il bene e il male, sballottata tra il caso e la necessità, il volere e il potere. Manipolatore manipolato, è l’agente principale della storia, colui per il quale il dramma arriva nel momento in cui pensa di fornire la chiave della felicità. Perciò egli compare fin dall’inizio del primo atto, a significare ciò che la storia di Romeo e Giulietta – la loro morte così come il loro incontro e il loro stesso amore – deve al caso. Egli istruisce il dramma che può così cominciare: in una strada di Verona, che Romeo sta sem- plicemente attraversando, un litigio degenera in una disputa fra Mercuzio, Benvolio e Tebaldo.
Scena 2
LA STANZA DI GIULIETTA (1)
La nutrice – Entrata di Giulietta – Entrata di Madonna Capuleti.
Mentre Giulietta si diverte nella sua stanza con la sua nutrice, la madre della ragazza – sim- bolo della doppia autorità genitoriale – entra per comunicarle che il conte Paride l’ha chiesta in sposa. La madre tenta di far ragionare la figlia, che si impunta e si oppone.
Scena 3
PREPARAZIONE DEL BALLO
Madonna Capuleti e Tebaldo – Entrata degli invitati e di Paride – Romeo, Mercuzio e Benvo- lio vanno al ballo – Entrata di Rosalina.
Nel Palazzo dei Capuleti si prepara il ballo. Mercuzio e Benvolio decidono di entrarvi ma- scherati e convincono Romeo ad accompagnarli.
Scena 4
IL BALLO
Danza delle coppie – Passo a sei: Giulietta / Paride; Romeo / Rosalina; Madonna Capuleti / Tebaldo – Variazione Giulietta – Variazione Mercuzio – Giulietta incontra Romeo – Tebaldo riconosce Romeo – Uscita degli invitati.
ATTO II
Scena 6
LA STRADA (2)
Romeo raggiunge Benvolio e Mercuzio in mezzo alla festa, alle danze, alle maschere e ai burattini che animano la strada. La nutrice gli consegna una lettera da parte di Giulietta che gli dà appuntamento da Frate Lorenzo, che dovrebbe benedire la loro unione.
Scena 7
LA CELLA / IL MATRIMONIO
Frate Lorenzo, che con questo atto spera di riconciliare le due casate nemiche, ha accettato di sposare Romeo e Giulietta. Il matrimonio si svolge sotto il segno dell’anello di Moebius, immagine del legame indissolubile, segno dell’infinito e simbolo dell’eterno ritorno, perché per quell’amore non ci potrà essere fine nemmeno nella morte.
Scena 8
LA STRADA (3)
Morte di Mercuzio – Morte di Tebaldo.
Tebaldo cerca la lite con Mercuzio e Benvolio. Romeo cerca di calmare gli animi, ma Tebaldo finisce per uccidere Mercuzio. Romeo, pacifico ma uomo d’onore, deve vendicarsi del suo amico. Sfida a duello il nemico dei Montecchi e gli sferra un colpo fatale.
Scena 9
LA STANZA DI GIULIETTA (2)
Giulietta e Romeo – Entrata della nutrice – Madonna Capuleti e Paride – Giulietta e la nutrice
– Giulietta rifiuta di sposare Paride – Giulietta da sola – Frate Lorenzo e i suoi due accoliti – Giulietta, Frate Lorenzo e i suoi due accoliti.
Prima di fuggire verso Mantova, Romeo si congeda da Giulietta. La separazione è dolorosa. Giulietta non si vuole rassegnare. Ma si rassegna ancora meno a vedersi imporre Paride come sposo, come le ha appena annunciato la madre entrando nella sua stanza accompagnata dal pretendente. Disgustata, indignata, Giulietta decide di chiedere consiglio a Frate Lorenzo.
Scena 10
LA STANZA DI GIULIETTA (3) / LA TOMBA
Lo stratagemma proposto da Frate Lorenzo consiste nel fare ingerire a Giulietta una pozione che la renderà come morta ma che le permetterà, dopo la sepoltura, di rialzarsi e fuggire per raggiungere Romeo, che Frate Lorenzo si incarica di avvertire. Il Frate però non riesce a trasmettergli il messaggio e Romeo, pazzo di dolore, si uccide. Giulietta, che si risveglia nel pieno del dramma, constata l’insopportabile malinteso e lo risolve raggiungendo il suo sposo in un amore eterno.
La compagnie des Ballets de Monte-Carlo
Le radici della danza a Monaco: i Balletti Russi
Il 1909 segna l’inizio di un forte radicamento dell’arte coreografica a Monaco. Sergej Dja- gilev presenta per la prima volta a Parigi i suoi Balletti Russi. Questi si stabiliscono a Monte Carlo, che diventa il loro laboratorio creativo per due decenni. Dal Principato, Djagilev rifor- ma il balletto della sua epoca in tutte le sue forme. Alla sua morte nel 1929 la compagnia viene sciolta. Molte personalità e coreografi la fanno rinascere sotto diversi nomi, ma nel 1951 scompare definitivamente.
La nascita dell’attuale Compagnie des Ballets de Monte-Carlo
Nel 1985 nasce la Compagnie des Ballets de Monte-Carlo, per volontà di S.A.R. la Princi- pessa di Hannover, che desidera proseguire la tradizione coreutica monegasca. La nuova Compagnia è diretta da Ghislaine Thesmar e Pierre Lacotte, poi da Jean-Yves Esquerre.
Lo sviluppo della compagnia
Nel 1993 S.A.R. la Principessa di Hannover nomina alla guida dei Ballets de Monte-Carlo Jean-Christophe Maillot. Forte di un’esperienza acquisita presso Rosella Hightower e John Neumeier, e coreografo e direttore del Centre Choréographique National di Tours, Jean-Chri- stophe Maillot imprime una svolta alla compagnia, per la quale crea più di trenta balletti, di cui molti entreranno nel repertorio delle grandi compagnie internazionali. I Ballets de Mon- te-Carlo sono ormai chiamati in tutto mondo grazie alle opere iconiche di Jean-Christophe Maillot, come Vers un pays sage (1995), Romeo e Giulietta (1996), Cenerentola (1999), La Belle (2001), Le Songe (2005), Altro Canto (2006), Faust (2007), Lac (2011), Chore (2013),
Casse-Noisette Compagnie (2013).
Inoltre Jean-Christophe Maillot arricchisce il repertorio della compagnia non solo invitando i più importanti coreografi del nostro tempo, ma permettendo anche a coreografi emergenti di lavorare con questo strumento eccezionale che sono i cinquanta danzatori dei Ballets de Mon- te-Carlo. Fra questi coreografi invitati figurano in particolare Sidi Larbi Cherkaoui, Shen Wei, Alonzo King, Emio Greco, Chris Haring, Marco Goecke, Lucinda Childs, William Forsythe, Ji í Kylián, Karole Armitage, Maurice Béjart o, ancora, Marie Chouinard.
Nel 2000 Jean-Christophe Maillot crea il Monaco Dance Forum, vetrina internazionale della danza che presenta un’eclettica varietà di spettacoli, mostre, laboratori e conferenze. La com- pagnia partecipa regolarmente a questo festival, così come la Académie Princesse Grâce.
Il futuro dei Ballets de Monte-Carlo
Nel 2011, sotto la presidenza di S.A.R. la Principessa di Hannover, una nuova struttura diretta da Jean-Christophe Maillot riunisce queste tre istituzioni: i Ballets de Monte-Carlo attualmente concentrano l’eccellenza di una compagnia internazionale, le risorse di un festival multifor- me e il potenziale di una scuola di alto livello. Creazione, formazione e diffusione in questo momento sono riunite a Monaco, per mettersi al servizio dell’arte coreografica in un modo inedito nel mondo della danza
Jean-christophe Maillot
Coreografo. Rosella Hightower amava dire del suo allievo Jean-Christophe Maillot che la sua vita non era altro che una unione degli opposti. Effettivamente, nell’attuale coreografo e direttore dei Ballets de Monte-Carlo la danza si combina con il teatro, fa le sue evoluzioni circondata dalle arti plastiche, si nutre delle partiture più varie ed esplora diverse forme di letteratura… Il suo repertorio attinge al mondo delle arti in senso ampio e ciascun balletto è un taccuino di schizzi che alimenta l’opera successiva. Jean-Christophe Maillot ha così creato nell’arco di trent’anni un insieme di sessanta opere, passando dai grandi balletti narrativi a forme più brevi, le cui molte- plici connessioni rispecchiano un’opera che si caratterizza per la durata e la varietà. Né classico né contemporaneo e nemmeno a metà strada fra i due generi, Jean-Christophe Maillot rifiuta di appartenere a uno stile definito, e concepisce la danza come un dialogo nel quale la tradizione sulle punte e l’avanguardia cessano di escludersi.
Nato nel 1960, Jean-Christophe Maillot studia danza e pianoforte al Conservatoire National de Région di Tours, poi si unisce alla École Internationale de Danse di Rosella Hightower a Cannes finché nel 1977 ottiene il Prix de Lausanne. Viene allora ingaggiato da John Neumeier al Balletto di Amburgo nel quale interpreta, per cinque anni, in qualità di solista, ruoli di primo piano. Un incidente mette bruscamente fine alla sua carriera di danzatore.
Nel 1983 viene nominato coreografo e direttore del Ballet du Grand Théâtre di Tours che diven- terà successivamente Centre Choréographique National. Qui crea una ventina di balletti e fonda nel 1985 il Festival di danza Le Choréographique. Nel 1987, crea per i Ballets de Monte-Carlo Le Mandarin Merveilleux, che fa scalpore. Diventa consigliere artistico della compagnia per la stagione 1992-1993, poi viene nominato coreografo e direttore da S.A.R. la Principessa di Han- nover nel settembre 1993.
Il suo arrivo alla direzione dei Ballets de Monte-Carlo dà un nuovo slancio a questa compagnia di cinquanta danzatori di cui è riconosciuto il livello di maturità e di eccellenza. Qui Maillot ha creato circa quaranta balletti, alcuni dei quali, come Vers un pays sage (1995), Romeo e Giuliet- ta (1996), Cenerentola (1999), La Belle (2001), Le Songe (2005), Altro Canto (2006), Faust (2007), Lac (2011) e Chore (2013) rendono famosi i Ballets de Monte-Carlo in tutto il mondo. Molte delle sue opere sono ormai inserite nel repertorio delle grandi compagnie internazionali come i Grands Ballets Canadiens, il Royal Swedish Ballet, il Korean National Ballet, lo Stuttgart Ballet, il Royal Danish Ballet, il Ballet du Grand Théâtre de Genève, il Pacific Northwest Ballet, l’American Ballet Theatre, il Béjart Ballet Lausanne. Nel 2014, crea La bisbetica domata per il Balletto del Teatro Bol’šoj.
Attento al lavoro dei coreografi del panorama attuale, Jean-Christophe Maillot è noto per la sua apertura, e per le collaborazioni con i colleghi dagli stili artistici più diversi, invitati a ideare nuove creazioni per la compagnia. Nel 2000, questo stesso desiderio di presentare l’arte coreografica sotto diverse angolazioni lo spinge a ideare il Monaco Dance Forum, una vetrina internazionale della danza che presenta un’eclettica varietà di spettacoli, mostre, laboratori e conferenze.
Nel 2007, realizza la sua prima messa in scena di un’opera, Faust, per l’Hessisches Staat- stheater cui fa seguito nel 2009 Norma per l’Opéra di Monte-Carlo. Nel 2007 realizza il suo primo film coreografico, Cenerentola, e poi Le Songe nel 2008. Nel 2009, elabora il contenuto ed è coordinatore del Centenaire des Ballets Russes a Monaco che vedrà affluire nel Principato nel corso di un anno più di cinquanta compagnie e coreografi per sessantamila spettatori. Nel 2011 la danza a Monaco vive un’evoluzione fondamentale nella sua storia. Sotto la presidenza di S.A.R. la Principessa di Hannover, i Ballets de Monte-Carlo riuniscono all’interno di una stessa struttura la Compagnie des Ballets de Monte-Carlo, il Monaco Dan- ce Forum e l’Académie Princesse Grâce. Jean-Christophe Maillot viene nominato a capo di questa istituzione che attualmente riunisce l’eccellenza di una compagnia internazionale, le risorse di un festival multiforme e il potenziale di una scuola di alto livello.
Jean-Christophe Maillot è Commendatore dell’Ordre du Mérite Culturel del Principato di Mo- naco, Cavaliere dell’Ordre des Arts et Lettres e Cavaliere della Légion d’Honneur in Francia. Il 17 novembre 2005 viene nominato Cavaliere dell’Ordre de Saint Charles da S.A.S. il Prin- cipe Alberto di Monaco. Nel 2008 riceve a Mosca il Prix Benois per la danza come migliore coreografo per Faust e nel 2010 il Premio Dansa Valencia. Nel 2015 ottiene con La bisbetica domata tre Maschere d’oro, fra cui quella per il migliore spettacolo.
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