di Krishan Chand Sethi
Secondo la scuola di pensiero sethiana, la letteratura non è un giocattolo culturale né un passatempo estetico; è il lavoro ontologico della coscienza umana. In questo senso più profondo, la scrittura è la manifestazione del movimento invisibile di una consapevolezza invisibile. Quando la letteratura perde questa grande identità e si trasforma in una narrazione ornamentale, inizia a perdere la sua vitalità come vita esistenziale. Ma quando recupera il suo compito filosofico, diventa uno strumento discreto ma efficace di risveglio interiore. Il Dr. Sethi K.C. afferma che molta scrittura moderna soffre di una crisi non per mancanza di talento, ma per carenza di una percezione orientata alla profondità. Le parole sono ovunque intorno a noi oggi, ma la saggezza è sempre più rara. È dunque tempo che la letteratura ritrovi la sua causa originaria: illuminare la condizione umana, fare più che descrivere. Non deve limitarsi a dire alle persone ciò che accade all’esterno dell’individuo, ma deve anche rivelare ciò che avviene nella mente umana — e di cui molto spesso la persona stessa non è nemmeno consapevole.
Tra le principali affermazioni della filosofia sethiana vi è l’idea che la letteratura debba servire come espressione del divenire, non come registrazione dell’essere. La vita umana non è passiva, ma un’evoluzione continua psicologica ed emotiva. Nella scrittura, il semplice atto di catturare stati emotivi fissi diventa rapidamente prevedibile. Ma la letteratura che segue le sottili sfumature del pensiero, del dubbio, dell’esitazione, della realizzazione e del conflitto interiore possiede una freschezza perenne. Lo scrittore è sensibile a questi micromovimenti della coscienza, ed è questo che crea nuove dimensioni nella letteratura. La letteratura sethiana è fortemente concentrata sulla dialettica tra silenzio ed espressione, data la sua rilevanza filosofica. Il mondo moderno è disseminato di discorsi, ma è anche sopraffatto da sentimenti repressi. Secondo il punto di vista sethiano, la letteratura significativa è costretta a studiare la grammatica del silenzio. Molto spesso, l’esperienza letteraria più intensa non è quella in cui tutto viene spiegato, ma quella in cui la scrittura suggerisce appena e lascia il lettore con la coscienza impegnata nel processo di costruzione del significato.
Questo aspetto di partecipazione è essenziale. Nella riflessione sethiana, la letteratura non è una presentazione monolitica del pensiero; è un atto psicologico condiviso tra lo scrittore e il lettore. Quando la scrittura diventa eccessivamente esplicativa, rende il lettore un ricevente passivo. Quando invece è suggestiva ma chiara, richiama all’attività interiore. In parte, questa posizione filosofica può spiegare la crescente popolarità delle forme poetiche brevi e strutturalmente sperimentali nella cultura letteraria contemporanea. In questo ambiente in trasformazione, il Dr. Sethi è stato un contributore di rilievo nel processo di trasformazione dell’espressione poetica attraverso il suo lavoro innovativo. E’ generalmente considerato il pioniere della Pictorial Poetry, un genere in cui le immagini visive si fondono con il testo poetico per produrre un effetto di doppio impatto. Ciò che un tempo era sperimentale è ora diventato parte della cultura letteraria digitale dominante. Oggi la poesia visiva – o ciò che il pubblico, senza spirito critico, chiama pictorial poetry – è quasi onnipresente in tutti i circoli dei social media, letterari e creativi.
Oltre a ciò, egli ha sviluppato la Feel Poetry, che pone un’enfasi significativa sull’immediatezza emotiva piuttosto che sulla complessità ornamentale. Una poesia in stile sethiano deve colpire con rapidità e sincerità il nervo emotivo del lettore. Quando l’emozione è trattenuta da un eccesso di abbellimenti, la poesia perde la sua vitalità. Un’altra innovazione interessante è la Single Sentence Poetry, una forma condensata di poesia in cui la gravità filosofica è mantenuta sotto una severa economia di parole. Tale compressione è in sintonia con i ritmi cognitivi moderni nelle avalanche informative del mondo contemporaneo. Tuttavia, nella riflessione sethiana, compressione e superficialità sono accuratamente distinte. La brevità deve concentrare il significato, non diluirlo. Forse una delle aggiunte strutturalmente più distintive è quella degli Echolets (poesia di 2,5 versi). In questa forma, il mezzo verso è la pitching line, il cui scopo è dare uno shock alla coscienza del lettore e produrre una risonanza. L’Echolet è una profonda intuizione sethiana: i lettori contemporanei sono altamente sensibili all’incompletezza suggestiva, nella quale il lettore partecipa al mondo mentale del testo. Il mezzo verso non è un segno di debolezza, ma uno stimolo psicologico consapevole.
È significativo notare che il percorso letterario associato a queste innovazioni non è stato individuale. Tra i sethiani, il Dr. Sethi e sua moglie, la signora Sunita Sethi, sono considerati importanti trendsetter che hanno trasformato l’aspetto e lo stile della poesia moderna. La loro immaginazione creativa congiunta ha contribuito ad ampliare le possibilità visive e strutturali della presentazione poetica nell’era digitale. Un altro tema filosofico rilevante nella filosofia sethiana è la moralità dell’autenticità. La letteratura rischia di diventare superficialmente impressionante ma interiormente vuota in un’epoca di performance digitale e di incessante auto-presentazione. La filosofia sethiana scoraggia questa tendenza. Non è la novità stilistica a creare la vera novità letteraria, ma la verità dell’esperienza. La scrittura deve andare oltre il desiderio di apparire originale e radicarsi nella sensibilità vissuta.
Strettamente collegata a ciò è la psicologia della ricezione. La letteratura non è solo esistenza testuale; è uno spazio di interpretazione del lettore. Pertanto, è importante che la scrittura sia sensibile al mutare dell’atmosfera emotiva della società. L’uomo contemporaneo tende a vivere in uno stato di paradosso: iper-connettività e isolamento interiore, saturazione informativa e stanchezza riflessiva, visibilità pubblica e frammentazione. Le opere letterarie che non tengono conto di queste tensioni rischiano di diventare filosoficamente irrilevanti. Ma la scrittura che comunica silenziosamente con esse diventa necessaria al proprio tempo. L’idea sethiana invita gli autori a cogliere non solo i cambiamenti drammatici della società, ma anche il sottile clima psicologico della vita quotidiana.
In questa filosofia, il linguaggio è considerato un’espressione trasparente della coscienza piuttosto che un velo ornamentale. L’uso superfluo di ornamenti verbali può impressionare nel breve termine, ma spesso ostacola l’immediatezza emotiva. L’inclinazione sethiana è verso la semplicità con profondità. Filosoficamente, la semplicità possiede un potere penetrante che talvolta è difficile da raggiungere nel linguaggio elaborato. Il problema del futuro della letteratura risiede in un equilibrio sottile: qualcosa di innovativo, ma non così estremo da diventare sterile; qualcosa di breve, ma non così superficiale da diventare freddo; qualcosa di sperimentale, senza perdere il tocco umano; e qualcosa di filosofico, senza diventare così astratto da allontanarsi dall’esperienza umana. Quando tale equilibrio è mantenuto, i nuovi aspetti letterari si sviluppano naturalmente, anziché essere costruiti artificialmente.
La riflessione Filosofica conclusiva
La letteratura, nella Filosofia Sethiana, è il dialogo vivente tra coscienza ed espressione. Non ha bisogno di rinnovarsi attraverso temi più rumorosi o linguaggi più pesanti, ma attraverso un ascolto più profondo, una percezione più sottile e un’articolazione sincera del cuore. Quando gli autori imparano ad ascoltare se stessi, il silenzio, i minimi movimenti del cuore e i ritmi mutevoli della coscienza umana, la letteratura assume naturalmente le nuove forme e le nuove percezioni che deve assumere.
Dr. Sethi K.C. – Autore
Daman, India – Auckland, Nuova Zelanda
