Comunicato stampa
Acclamata da pubblico e critica, arriva a Roma
Sissi l’imperatrice con Federica Luna Vincenti
La grande storia dell’inquieta e tormentata vita
della leggendaria Elisabetta d’Austria,
regina di bellezza e simbolo dell’indipendenza femminile
Una rivisitazione teatrale unica e avvincente
dedicata ad una delle protagoniste più amate dal pubblico
Scritto e diretto da Roberto Cavosi
TEATRO INDIA, ROMA
dal 27 GENNAIO al 1° FEBBRAIO 2026
orari spettacoli: 27 e 31 gennaio ore 21 I 28, 29, 30 gennaio e 1° febbraio ore 19.30
DURATA 1H E 30 MINUTI
Roma, 26 gennaio 2026 – Dopo aver attraversato l’Italia e conquistato pubblico e critica, Sissi l’imperatrice arriva a Roma da domani 27 gennaio al 1° febbraio al Teatro India. Lo spettacolo è scritto e diretto da Roberto Cavosi e interpretato da Federica Luna Vincenti, candidata come migliore attrice protagonista ai Nastri d’Argento e al Globo d’Oro per il ruolo di Marta Abba nel film Eterno Visionario di Michele Placido.
In scena prende vita il ritratto sorprendente e contemporaneo dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, figura iconica che l’immaginario collettivo conosce come la principessa Sissi. La sua vita non incarna solamente una vera e propria fiaba con tanto di carrozze dorate, gioielli, balli a corte, è anche in realtà l’emblema della lotta di una donna indipendente in contrasto con le convenzioni della sua epoca, la sua storia si mescola a quella di un impero destinato a scomparire, ma che fino all’ultimo mostrerà al mondo i suoi splendori e i suoi artigli.
Sissi l’imperatrice è un viaggio teatrale intenso ed emozionante, capace di affascinare e colpire profondamente lo spettatore, che restituisce la complessità di una donna sottratta all’iconografia tradizionale e riportata alla sua dimensione più autentica anche grazie alla pubblicazione dei suoi diari. Ne emerge una figura dirompente e irriverente, di straordinaria forza e attualità.
Figura carismatica e ribelle, anticonformista, perennemente in lotta con sé stessa e con la realtà che la circondava: imperatrice anti-imperialista, vicina alle masse operaie, alle minoranze etniche, contraria ad ogni forma di sopraffazione. Anoressica, in eterno lutto per la morte assurda di due dei suoi figli, cerca di esorcizzare il dolore attraverso estenuanti sedute ginniche, con l’infinita cura del suo corpo e la pettinatura dei suoi detestati capelli – “è come se reggessi sul capo un corpo estraneo, sono schiava dei miei capelli”.
Dotata di un feroce sarcasmo, fustigava la Corte asburgica e i nobili – “Una schiatta depravata” – senza mezzi termini. Non lesinava nemmeno a sé stessa tutta l’amara ironia di cui era capace, un modo per nascondere in realtà la sua vulnerabilità, la fragilità della sua anima. Un’anima che cercava in tutti i modi di trovare sollievo rifugiandosi nella poesia: amante di Heine e di Baudelaire, componeva lei stessa poesie.
Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari, delle sue poesie, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito, ma non prima di sessant’anni dal 1890. Un testamento spirituale che, censurato a lungo per le aspre critiche alla Corte Viennese, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980, quando, al momento della prima pubblicazione, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International, rispettando così la volontà dell’Imperatrice.
Sissi l’imperatrice si snoda in vari quadri, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del suo carattere e pensiero: dalla filosofia al sesso, dalla politica all’arte. Un percorso ove, senza reticenze, Sissi ci parla di sé, della sua Weltanschauung, in quel suo modo crudo, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – “Le vere lacrime non si possono versare, e quelle che si versano scorrono tutte invano”, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli, un senso di colpa che, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti, anche dell’Imperatore stesso: “Marito mio dove sei? Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna?”.
Sissi l’imperatrice, è un testo dove alte si fanno le “grida” della sfortunata Sissi, imperatrice suo malgrado, ma donna irripetibile, il cui animo sembra però parte di tutti noi. La composizione del cast è stata studiata per sottolineare la vastità dell’impero asburgico, ed allo stesso tempo per creare un microcosmo che raffigurasse simbolicamente i nostri attuali “imperi”. Il testo e la regia sono di Roberto Cavosi che dirige una compagnia di talenti, i costumi di Paola Marchesin, mentre il disegno delle luci è affidato a Gerardo Buzzanca. Le musiche originali sono composte dal duo Oragravity. Produzione esecutiva di Daniela Piccolo, organizzazione generale di Valentina Taddei.
La produzione di Federica Luna Vincenti per Goldenart Production in coproduzione con Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia vuole proporre un approccio nuovo e originale al mezzo teatrale: un progetto trasversale, di ampio respiro e fortemente ambizioso, in linea con il gusto delle produzioni internazionali.
“Sissi è il simbolo di un mondo condannato. Se fosse questione soltanto della sua vita, della sua personale esistenza, già varrebbe la pena di occuparsene. Ma si tratterebbe semplicemente di un caso. Sissi invece è al tempo stesso un caso e un simbolo. Per questo non la si può trascurare. Come fenomeno umano fu la figura più affascinante di una decadenza, di una rovina” (E.M. Cioran).
In allegato il comunicato stampa con le note di regia e la biografia di Federica Luna Vincenti
Il trailer
Il manifesto
Le foto di scena (foto di Gianmarco Chieregato)
Alcune recensioni dello spettacolo
—
Antonio Naselli
Ufficio Stampa e Promozione
antonionaselli.press@gmail.com
mob. (+39) 333.1865970
