GUIDO MIANO EDITORE

NOVITÀ EDITORIALE

È uscito il libro di narrativa:

I RACCONTI DI MALETO di DUCCIO CASTELLI

con prefazione di Michele Miano

Pubblicato il libro di narrativa dal titolo “I racconti di Maleto”di Duccio Castelli, con prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2026.

Ci sono luoghi che vivono al confine tra memoria e invenzione, che sembrano custodire un segreto e che, proprio per questo, diventano terreno fertile per la letteratura.

Ci sono poi figure che, pur appartenendo al mondo degli affetti quotidiani, finiscono per assumere un valore simbolico più grande. Maleto, l’ultimo cane di Duccio Castelli, è una di queste presenze. Non è stato soltanto un compagno fedele, ma diventa il varco attraverso cui l’autore ci invita a entrare nella sua memoria, a percorrere insieme a lui le strade di un’esistenza errabonda e intensa.

In questa raccolta di racconti ogni narrazione si apre come un flashback: un ritorno improvviso a episodi di giovinezza, a incontri fortuiti, a paesaggi che hanno segnato la sua esperienza. Maleto è il filo conduttore che lega questi frammenti, il pretesto narrativo che consente a Castelli di dare forma a un mosaico di vita vissuta intensamente tra l’Europa e il Sud America, fino alle terre del Cile. Il cane, con la sua silenziosa fedeltà, diventa simbolo di continuità in un’esistenza segnata dal movimento. È la radice che permette all’autore di guardare indietro senza smarrirsi, di raccontare con lucidità e nostalgia le avventure di un uomo che ha scelto di vivere inseguendo strade sempre nuove. Così, tra un porto e una montagna, tra una città straniera e un incontro inatteso, Maleto appare come custode di un passato che si fa racconto.

Questi testi non sono semplici memorie di una vita: sono confessioni intime, lampi di vita che si accendono e si spengono, come fotografie ritrovate in un vecchio cassetto. La scrittura di Castelli restituisce la sensazione di un viaggio senza mappa, dove ogni episodio è un frammento di identità, e dove il cane diventa metafora di fedeltà e libertà insieme.

Leggere I racconti di Maleto significa lasciarsi trasportare in un itinerario che non è mai lineare, ma fatto di deviazioni e ritorni, di flash back che illuminano il presente. È un invito a scoprire come la memoria, quando si intreccia con la letteratura, possa trasformare la vita di un uomo in un racconto universale.

Maleto, ultimo compagno di Duccio Castelli, diventa così il custode di un’avventura che appartiene non solo all’autore, ma a chiunque sappia riconoscere nella propria storia il valore di un viaggio, di un ricordo, di un legame che resiste al tempo.

E ci sono animali che non appartengono soltanto alla memoria di chi li ha amati, ma diventano compagni di viaggio anche immaginari, custodi di storie, simboli di un tempo che non torna. Maleto è uno di questi. Non è soltanto l’ultimo cane di Duccio Castelli; è il filo rosso che attraversa queste pagine, il pretesto narrativo che permette all’autore di intrecciare ricordi, incontri e fughe in un mosaico di vita errabonda in giro per il mondo.

Maleto è anche metaforicamente un luogo, uno di quei luoghi: reale o immaginario, poco importa. Nelle pagine di Duccio Castelli prende forma come spazio narrativo, come scenario di vite sospese tra quotidianità e mito, tra radici e sogni.

Nei racconti che seguono, Maleto appare e scompare, come un’ombra fedele. Non è mai protagonista assoluto, ma presenza discreta che restituisce continuità a un’esistenza segnata dal movimento, dall’irrequietezza e dalla ricerca di un senso. E, come afferma l’autore, «se esiste il “mal d’Africa”, io conosco il male del Sud America».

Questi testi non sono semplici cronache di viaggio: sono confessioni intime, frammenti di un diario che si fa letteratura. Castelli ci conduce in un mondo dove la geografia è sempre anche biografia, dove ogni città visitata diventa specchio di un paesaggio interiore. Maleto, con la sua silenziosa fedeltà, diventa simbolo di radici e di nostalgia, ma anche di libertà: il cane che corre accanto al padrone, e insieme a lui attraversa confini, lingue e culture.

Leggere questa raccolta significa lasciarsi trasportare in un itinerario che non è mai lineare, ma fatto di deviazioni, di soste improvvise, di incontri inattesi. È un invito a guardare la vita come un viaggio senza mappa definitiva, dove il senso si costruisce passo dopo passo, racconto dopo racconto.

E così, tra le pieghe di queste pagine, Maleto diventa più di un cane: diventa memoria, metafora, compagno silenzioso di un’avventura che appartiene a tutti noi.

Con la consueta finezza stilistica, l’autore ci conduce attraverso racconti che non sono semplici storie, ma frammenti di un mosaico più ampio. Ogni personaggio, ogni vicenda, ogni dettaglio contribuisce a delineare un universo coerente e al tempo stesso sorprendente, dove il lettore è invitato a riconoscere se stesso e la propria esperienza. Impossibile elencare tutti gli episodi, le vicende e i frammenti della vita di Duccio Castelli raccontati in questo volume in una sorta di flash back a incastro. Per non parlare della sua grande passione per il jazz, le sue orchestre, i concerti, i rapporti di amicizia intrattenuti con personaggi dello spettacolo quali Pupi Avati.

La scelta di Guido Miano Editore di accogliere ancora una volta la voce di Duccio Castelli conferma la solidità di un percorso letterario che, volume dopo volume, si arricchisce di nuove sfumature. I racconti di Maleto non sono soltanto un tassello ulteriore, ma rappresentano una tappa significativa: qui l’autore sembra volerci ricordare che la narrativa è, prima di tutto, un atto di resistenza contro l’oblio, un modo per dare forma e durata alle emozioni e ai pensieri che altrimenti svanirebbero.

Il lettore troverà in queste pagine un invito alla riflessione e al piacere della parola. Maleto diventa così metafora di ogni comunità, di ogni luogo che custodisce storie degne di essere raccontate. E Castelli, con la sua scrittura limpida e intensa, ci offre la possibilità di ascoltarle, di farle nostre, di trasformarle in memoria condivisa. Ogni raccolta di racconti è, in fondo, un viaggio: un itinerario che attraversa paesaggi interiori e luoghi concreti, memorie e invenzioni, radici e visioni e si collocano esattamente in questa dimensione, dove il confine tra realtà e immaginazione diventa fertile terreno narrativo.

Ogni racconto è un frammento di vita che diventa specchio del lettore, un tassello di un mosaico che, nel suo insieme, restituisce la complessità dell’esistenza. La sua capacità di intrecciare quotidiano e mito, memoria e invenzione, conferisce a queste pagine una densità che invita alla riflessione e al piacere della parola.

La collaborazione con Guido Miano Editore, già consolidata attraverso la pubblicazione di precedenti diversi volumi, trova qui una nuova conferma. I racconti di Maleto non sono soltanto un ulteriore capitolo di un percorso letterario coerente e rigoroso, ma rappresentano una tappa significativa, in cui l’autore sembra voler riaffermare la funzione della narrativa come custode della memoria e antidoto all’oblio.

Il lettore scoprirà un universo che appartiene a tutti: un luogo che custodisce storie degne di essere ascoltate e tramandate. In questo senso, la raccolta diventa non solo opera letteraria, ma anche testimonianza culturale, memoria condivisa, patrimonio di emozioni e pensieri che si fanno duraturi attraverso la scrittura.

Non si può leggere I racconti di Maleto senza cogliere anche il valore simbolico che questo libro assume nella traiettoria umana e letteraria di Duccio Castelli. Nel lontano 1993, con Emigranza, il suo primo volume di poesia pubblicato da Guido Miano, si apriva un cammino fatto di parole, viaggi e memorie. Da allora, Castelli ha dato voce a molte altre opere, sempre animate da quella tensione verso l’altrove e da quella fedeltà alla propria esperienza errabonda. Ora, con questa raccolta di racconti, egli torna da Miano, chiudendo un cerchio che non è soltanto editoriale, ma profondamente esistenziale. È la conferma di una continuità che attraversa decenni: la stessa Casa editrice che lo ha accolto agli inizi, oggi lo accompagna nel compimento di un percorso narrativo e poetico.

In questo gesto si riflette la coerenza di un autore che ha saputo restare fedele a se stesso e alla propria visione del mondo. Maleto, ultimo cane e compagno simbolico, diventa così anche il testimone di questa fedeltà: un pretesto narrativo che racchiude la vita avventurosa di questo autore e che, al tempo stesso, suggella un legame editoriale che dura da più di trent’anni.

Con I racconti di Maleto, Duccio Castelli non consegna soltanto un libro di memorie e di viaggi, ma anche un atto di continuità e di riconciliazione con il proprio percorso. È un ritorno alle origini che diventa compimento, un modo per dire che la scrittura, come la vita, trova senso quando riesce a chiudere i suoi cerchi. E anche solo per questo gli dobbiamo essere grati.

Michele Miano

Duccio Castelli, I racconti di Maleto, prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 228, isbn 979-12-81351-79-0, mianoposta@gmail.com.

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L’AUTORE

Duccio Castelli, imprenditore, è nato a Milano dove attualmente vive; ha trascorso alcuni anni in Cile. Scrive poesie, racconti e suona il trombone a coulisse con la sua Jazz Band “Duccio Swingers”. Ha pubblicato libri di poesie, di narrativa e CD musicali.

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